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07.02.2026 - 15:54
VENEZIA - Il 2025 si chiude con un bilancio drammatico nel settore della sicurezza sul lavoro in Veneto: 111 vittime, 32 in più rispetto all’anno precedente, pari a un aumento del 40,5%, con una media di quasi dieci morti al mese. A Verona va la maglia nera per il numero totale di infortuni mortali, mentre Venezia e Vicenza guidano la classifica delle vittime in occasione di lavoro. Complessivamente, la regione si colloca in zona arancione, con un rischio di mortalità superiore alla media nazionale.
Oltre il 40% delle vittime è di origine straniera. Il Veneto è seconda in Italia per numero di decessi totali, preceduta solo dalla Lombardia, e terza per morti in occasione di lavoro. La provincia di Verona conferma il primato negativo, seguita da Venezia, Padova e Vicenza, mentre Rovigo registra l’incidenza più alta rispetto alla popolazione lavorativa, collocandosi in zona rossa secondo la mappatura del rischio elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre.
“I numeri raccontano una vera e propria strage di lavoratori in Veneto – commenta l’ingegner Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega –. Un bilancio drammatico che emerge dai dati assoluti delle vittime e dall’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione occupata. Da gennaio a dicembre 2025 sono 111 i decessi sul lavoro, 32 in più rispetto al 2024. L’aumento più significativo riguarda le vittime in occasione di lavoro, con un +40,7%, che evidenzia le fragilità e le lacune della sicurezza nel nostro Paese”.
Secondo l’analisi dell’Osservatorio, il rischio di infortunio mortale in Veneto si attesta a 34,1 morti per milione di occupati, superiore alla media nazionale di 33,3. Rovigo registra l’indice più alto (70,2) e si colloca in zona rossa insieme a Venezia (43,4). Vicenza si trova in zona arancione (41,0), Verona in zona gialla (32,2), Padova in zona gialla (29,2), mentre Belluno (22,3) e Treviso (19,9) risultano in zona bianca.
Analizzando i dati complessivi, su 111 vittime 76 sono decedute in occasione di lavoro (22 in più del 2024) e 35 in itinere (10 in più). Verona registra il maggior numero di morti totali (24), seguita da Venezia (22), Vicenza e Padova (19), Treviso (16), Rovigo (8) e Belluno (3). Per le vittime in occasione di lavoro, Venezia e Vicenza guidano la classifica con 16 casi ciascuna, seguite da Verona (14), Padova (13), Treviso (8), Rovigo (7) e Belluno (2).
Le denunce di infortunio risultano in aumento: a fine dicembre 2025 sono 71.867, contro le 70.186 del 2024. Verona registra il numero più elevato di denunce totali (14.358), seguita da Padova (14.115), Vicenza (13.138), Treviso (13.027), Venezia (12.229), Belluno (2.881) e Rovigo (2.119).
Per genere e nazionalità, le denunce delle donne lavoratrici sono 24.432 (19.066 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini sono 47.435 (41.171 in occasione di lavoro). Otto donne hanno perso la vita nel 2025, tre in occasione di lavoro e cinque in itinere. Tra i lavoratori stranieri si registrano 19.072 denunce, 15.817 in occasione di lavoro, con 45 decessi, 30 dei quali in occasione di lavoro.
Per settori produttivi, le Attività Manifatturiere rimangono le più colpite, con 13.122 denunce in occasione di lavoro. Seguono Costruzioni (4.612), Commercio (4.149), Trasporti e Magazzinaggio (3.625) e Sanità (3.411).
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