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“Nutriamo la Costituzione”

Lo scrittore Andrea Franzoso ha presentato il suo ultimo libro in diretta su Radio Due

“Nutriamo la Costituzione”

CAVARZERE - La Costituzione non è un oggetto da scaffale, né un rituale da celebrare solo nelle ricorrenze. E’ un testo vivo, che chiede quotidianamente “combustibile”: impegno, spirito, volontà. E’ il filo conduttore della puntata di “Radio 2 Stai Serena” su Radio Due il 5 febbraio, condotta da Serena Bortone e Massimo Cervelli, che ha ospitato Andrea Franzoso, scrittore cavarzerano, per presentare il suo ultimo libro “La Costituzione allo specchio” (Salani Editore), pensato soprattutto per ragazze e ragazzi e per l’educazione civica nelle scuole. Il punto di partenza è una citazione di Piero Calamandrei: “La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità”. Franzoso riprende quell’immagine e la traduce in un linguaggio accessibile che va “alimentato, nutrito, custodito”. Da qui l’idea del libro: spiegare la Carta non come un insieme astratto di articoli, ma come uno specchio delle scelte concrete che ciascuno compie nella vita di tutti i giorni.

Franzoso, laureato in giurisprudenza, racconta di aver cercato “storie” capaci di far entrare nel significato delle parole. Un esempio è quello utile a chiarire l’articolo 11, quando la Repubblica “ripudia la guerra”: ripudiare non è solo rifiutare o condannare, ma allontanare da sé qualcosa con cui si è già avuto a che fare, dopo averne conosciuto il prezzo.

Il cuore del discorso torna spesso all’articolo 3: l’uguaglianza non è un dato di natura, perché le persone partono da condizioni diverse. Accanto ai diritti, il libro – e la conversazione in studio – insiste sui doveri e sul bene comune. Qui si innestano due temi cari all’autore: paesaggio e legalità quotidiana. L’articolo 9, arricchito negli ultimi anni dal riferimento all’ambiente e alla biodiversità, diventa la lente per guardare agli “sfregi” del territorio e alla cultura dei condoni, definiti senza mezzi termini una scorciatoia che danneggia tutti.

Da addetti ai lavori, Bortone e Cervelli si soffermano poi sull’articolo 21, la libertà di manifestare il proprio pensiero, definita essenziale per la democrazia. Franzoso ricorda però il confine: libertà non significa licenza di offendere o diffamare. E rivendica la funzione dei giornalisti come “cani da guardia” del sistema democratico: senza cittadini informati non c’è voto consapevole, e senza critica del potere la democrazia si indebolisce.

A chiudere, la “lezione di Matteotti”, capitolo del libro: l’etica pubblica anteposta all’interesse personale, il rifiuto della violenza, il confronto con chi la pensa diversamente. E’ il ritratto di una democrazia esigente, fatta di coerenza e di memoria. Non a caso Franzoso dedica idealmente il suo percorso ai “primi insegnanti di educazione civica”, mamma e papà: perché la Costituzione, prima che in aula, si impara nelle scelte di ogni giorno.

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