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“Ricordare per curare le ferite”

La comunità unita per le vittime delle foibe

CHIOGGIA - Anche a Chioggia si è commemorato, ieri mattina, il “Giorno del Ricordo”, la ricorrenza nazionale dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. Le celebrazioni ufficiali hanno coinvolto autorità civili, militari e religiose, oltre alla cittadinanza.

La cerimonia è iniziata alle 11 in corso del Popolo, davanti al palazzo municipale, con l’arrivo delle autorità. Alle 11.15 l’alzabandiera al pennone di piazzetta XX Settembre, seguito dagli interventi ufficiali delle autorità davanti alla Loggia dei Bandi. Successivamente sono state deposte due corone d’alloro: una al monumento ai caduti e una alla lapide dedicata ai Martiri delle Foibe, situata nel piazzale dell’Isola dell’Unione.

L’accompagnamento musicale è stato affidato a un trombettista della banda musicale cittadina, insieme agli alunni dell’istituto comprensivo Sottomarina Nord.

“Il 10 febbraio - ha dichiarato il sindaco Mauro Armelao - ci invita a non dimenticare le sofferenze patite da migliaia di nostri connazionali, costretti ad abbandonare le loro terre, le loro case, la loro identità, vittime di violenze e persecuzioni. Ricordare il sacrificio di questi italiani è un dovere morale e civile. Questi fatti, troppo a lungo rimasti nell’oblio, devono continuare a scuotere le nostre coscienze. Chioggia, città di mare, città di scambi, città di lavoro e di solidarietà, conosce bene il valore dell’identità e della comunità. Sa cosa significa vivere in equilibrio tra apertura e radici. Per questo oggi Chioggia si stringe nel ricordo e nel rispetto. Ricordare non significa riaprire ferite per alimentare divisioni, significa curare queste ferite con la verità. Significa riconoscere il dolore, chiamare le cose con il loro nome, condannare senza ambiguità ogni forma di violenza e sopraffazione”.

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