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SICUREZZA

Bagnini, il governo fa dietrofront

Stop a minorenni. Il Governo conferma l’obbligo dei 18 anni già dall’estate 2026

Bagnini, arriva il dietrofront

Operatori balneari e associazioni chiedono misure transitorie per evitare carenze di personale

SOTTOMARINA – Dietrofront del governo: stop ai bagnini minorenni già da questa estate. Nei giorni scorsi sembrava ormai sul punto di passare una deroga fino a ottobre 2026. Invece le intenzioni del direttivo sono drasticamente cambiate. In Consiglio dei Ministri la deroga è stata rimossa. I bagnini, dunque, dovranno essere tutti maggiorenni. La legge italiana lo prevedeva dal 2017, ma la misura è sempre stata fatta slittare con interventi inseriti nel decreto Milleproroghe. Inizialmente il Governo lo aveva previsto anche per quest’anno. Giovedì pomeriggio, durante la riunione del Consiglio dei ministri, il governo ha modificato una delle misure contenute nel decreto del commissario del ministero delle Infrastrutture, lo stesso provvedimento che riattiva le procedure per il Ponte sullo Stretto.

L’articolo finale del testo, il numero 9, inizialmente dedicato alle “disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime e di sicurezza della balneazione”, è stato riscritto e ridotto alle sole “disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali”. La modifica più rilevante riguarda proprio la cancellazione del secondo comma, quello che avrebbe esteso fino al 1° ottobre 2026 la sospensione della norma che impone ai bagnini di avere almeno 18 anni.

La proroga, pensata per garantire continuità al servizio di salvataggio anche nel 2026, non compare più nella versione uscita da Palazzo Chigi. Al momento, quindi, nessun rinvio è previsto, anche se non è escluso che il tema possa riemergere in futuri provvedimenti, come il tradizionale decreto Milleproroghe. Se la proroga non dovesse essere reintrodotta, dal prossimo anno torneranno pienamente operative le regole fissate dal decreto del ministero delle Infrastrutture del 2024, che ha aggiornato la normativa del 2016. In base a quelle disposizioni, per accedere ai corsi di formazione non basteranno più i sedici anni: sarà necessario averne compiuti diciotto.

“C’è stata una sentenza del Tar del Lazio – sottolinea il presidente di Ascot Spiagge Giorgio Bellemo - in cui uno dei passaggi importanti ribadisce che c’è una responsabilità penale nel fare l’assistente bagnante e che quindi è necessario essere maggiorenni. Probabilmente il governo, con una sentenza del genere, ci ha pensato due volte prima di dare di nuovo la proroga. Ad oggi la situazione è questa, ma è anche vero che tante volte il Governo emana una legge o un decreto due giorni prima dell’inizio della stagione. Quindi vediamo cosa succede. Tutto quello che riguarda il balneare in generale vive un clima di profonda incertezza. Di certo qualche problema, senza proroga, ci sarà”.

Il presidente di Gebis Chioggia Spiagge e del Sib Fibe Confcommercio Interprovinciale di Rovigo e Venezia Gianni Boscolo Moretto è convinto che ci siano ancora margini per un intervento del Governo:

“La proroga per il 2026 verrà sicuramente presentata nel decreto Milleproroghe in approvazione la prossima settimana. Il decreto 85/2024, che prevede lo stop ai bagnini minorenni, va assolutamente modificato. Si tratta, il nostro, di un litorale ampio, con un’elevata densità di stabilimenti e una stagionalità estesa, che richiede un numero significativo di addetti al salvamento. L’innalzamento dei requisiti anagrafici previsti dal decreto, in assenza di una fase transitoria strutturata e senza una adeguata modifica, determina difficoltà concrete nel reperimento del personale, con ricadute sull’organizzazione dei servizi e sui costi di gestione delle imprese balneari.

Allo stesso tempo, è corretto riconoscere che il territorio non si è fatto trovare impreparato. Negli ultimi anni gli operatori hanno investito in formazione, programmazione e qualificazione del servizio di assistenza ai bagnanti, nella consapevolezza di un cambiamento già decretato. Proprio per questo appare oggi necessario che le istituzioni accompagnino questo percorso con misure coerenti, evitando soluzioni rigide che rischiano di penalizzare realtà virtuose.

Per Chioggia, Sottomarina e Isola Verde la priorità resta garantire i massimi livelli di sicurezza, ma ciò deve avvenire attraverso norme sostenibili e calibrate sulle reali esigenze dei territori. Solo un dialogo costante tra Governo, Regione, Capitaneria di Porto e rappresentanze del settore potrà assicurare un’applicazione efficace delle nuove disposizioni, tutelando al contempo la sicurezza dei bagnanti, l’occupazione e la tenuta economica di un comparto strategico per il turismo locale”.

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