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veneto
10.02.2026 - 12:21
MIRANO - Dalle minacce reiterate alla violazione delle misure cautelari, fino al carcere. È l’escalation che ha portato, nel pomeriggio del 5 febbraio, all’arresto di un 40enne di Mirano, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Venezia su richiesta della Procura della Repubblica.
Su delega dell’Autorità giudiziaria, i Carabinieri della Stazione di Mirano hanno eseguito il provvedimento che ha aggravato la precedente misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, alla quale l’uomo era già sottoposto dal 31 gennaio per presunte minacce gravi nei confronti dell’ex compagna. L’aggravamento è stato disposto a seguito della trasgressione delle prescrizioni imposte, comportamento che ha reso necessaria una misura più restrittiva.
L’intera vicenda trae origine dalla denuncia-querela presentata dalla donna nel mese di gennaio presso la caserma dei Carabinieri. Secondo quanto riferito dalla parte offesa, l’uomo avrebbe messo in atto una serie di comportamenti minacciosi e intimidatori sin dal 2021, anno in cui la relazione sentimentale tra i due si era conclusa. Condotte che, nel tempo, sarebbero state ripetutamente denunciate dalla vittima.
L’episodio più recente risalirebbe alla fine di gennaio, quando la donna avrebbe ricevuto numerosi messaggi, anche di contenuto minaccioso e di morte. Tra questi, uno in particolare avrebbe destato forte allarme: l’immagine di un cappio accompagnata dalla scritta “ora mi uccido”.
Messaggi analoghi sarebbero stati inviati anche a un’altra donna, con la quale l’uomo aveva nel frattempo intrapreso una nuova relazione sentimentale. Preoccupata per i presunti intenti suicidari, quest’ultima aveva richiesto l’intervento dei Carabinieri, che erano prontamente intervenuti.
Per questi fatti, il 40enne era stato sottoposto agli arresti domiciliari con controllo elettronico. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe violato la misura cautelare, evadendo dai domiciliari per compiere ulteriori atti intimidatori nei confronti dell’ex compagna, arrivando anche a danneggiarle l’autovettura.
Alla luce della gravità dei fatti, della reiterazione delle condotte e dell’inosservanza delle prescrizioni, l’Autorità giudiziaria ha ritenuto necessario disporre una misura cautelare più incisiva, al fine di prevenire ulteriori episodi e tutelare la parte offesa.
Al termine delle formalità di rito, il 40enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
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