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Giorno del ricordo: la Polizia di Stato ricorda 392 agenti uccisi e deportati

A Montecitorio il Presidente Mattarella e le istituzioni rendono omaggio ai cittadini italiani perseguitati dalla Jugoslavia di Tito

Giorno del ricordo: la Polizia di Stato ricorda 392 agenti uccisi e deportati

VENEZIA - Oggi l’Italia si ferma per commemorare il “Giorno del Ricordo”, ricorrenza istituita nel 2004 per onorare la memoria degli italiani torturati, assassinati e gettati nelle foibe dalle milizie della Jugoslavia di Tito, insieme a tutte le altre vittime innocenti di quella tragedia. La cerimonia principale si è svolta a Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a sottolineare non solo un dovere di giustizia storica, ma anche un monito contro odio e discriminazione. Le foibe, voragini naturali dell’Istria e della Dalmazia, rappresentano il simbolo di un dramma a lungo nel silenzio, quello di un popolo colpevole solo di essere italiano.

In questo contesto, la Polizia di Stato rinnova il proprio tributo ai servitori delle Istituzioni che, durante l’occupazione del Friuli orientale, scelsero di non abbandonare la popolazione civile, garantendo un presidio di sicurezza in territori martoriati. Tra loro, almeno 392 agenti provenienti da Fiume, Trieste, Gorizia, Zara, Spalato, Pola e Lubiana furono infoibati, fucilati o deportati, scomparendo tra le voragini o nei campi di prigionia jugoslavi. Le esecuzioni erano crudeli: i condannati venivano legati tra loro con fili di ferro e schierati sugli argini delle foibe; sparando ai capifila, questi precipitavano nell’abisso trascinando con sé gli altri, condannandoli a sopravvivere tra cadaveri e sofferenze indicibili.

Sebbene i numeri ufficiali siano ancora oggetto di studio per via della distruzione dei documenti, la storia restituisce i nomi di otto coraggiosi agenti i cui corpi furono estratti e identificati: Giovanni Spinelli, Antonio Picozza, Santo Caminiti, Carmine Esposito, Matteo Greco, Gaspare Sciscioli, Raimondo Selvaggi ed Emilio Torbelli.

La Polizia di Stato ribadisce oggi il proprio impegno a tramandare il ricordo di questi valorosi poliziotti e di tutte le vittime, affinché le nuove generazioni comprendano il sacrificio e la tragedia vissuta da chi fu costretto a lasciare le proprie case o a pagare con la vita il solo fatto di essere italiano. Ricordare l’esodo forzato di migliaia di profughi e onorare chi perse la vita in Istria, Fiume e Dalmazia significa riaffermare oggi i valori di pace, giustizia e rispetto alla base della nostra democrazia.

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