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INCONTRI
10.02.2026 - 13:56
CHIOGGIA - Il pubblico della Chiesa Pinacoteca della Santissima Trinità di Chioggia ha seguito con grande interesse l’incontro “L’era dei robot: sostituti o alleati? AI e umanoidi nel mondo del lavoro”, promosso dal Leo Club di Chioggia in collaborazione con i Lions. Una serata partecipata, dedicata a uno dei temi più urgenti del presente: il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale nel mondo professionale.
Dopo il saluto introduttivo della presidente dei Leo, Gaia Malieni, il professor Stefano Guidoni del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università di Padova ha aperto il confronto con una domanda provocatoria: quando è nato il primo robot? La risposta ha riportato i presenti al 1961, anno in cui un braccio meccanico programmabile entrò in funzione in uno stabilimento General Motors negli Stati Uniti, segnando l’inizio della robotica moderna.
L’intervento del docente ha toccato i principali scenari legati all’ingresso di AI e robot umanoidi nei processi produttivi, nei servizi e nelle professioni intellettuali. Opportunità, rischi, dilemmi etici e trasformazioni sociali sono stati al centro della riflessione, insieme alla domanda che oggi attraversa il dibattito pubblico: l’intelligenza artificiale sostituirà il lavoro umano o diventerà un alleato capace di potenziarne competenze e creatività?
Guidoni ha evidenziato come la sfida non sia solo tecnologica, ma culturale, e richieda nuove forme di formazione e consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni che si affacciano a un mercato del lavoro in rapido cambiamento.
A rendere il dialogo ancora più dinamico è stato il contributo del moderatore, il dottor Domenico Donà della Libera Università di Bolzano, che con domande mirate ha guidato il pubblico attraverso lo stato dell’arte della robotica e le prospettive future del settore.
Tra le questioni emerse: la robotica sostituirà l’essere umano o lo affiancherà nei compiti più faticosi? Quali limiti etici saranno necessari? Come tutelare la privacy? E soprattutto, possiamo fidarci delle aziende che sviluppano queste tecnologie?
Pur riconoscendo che in alcuni ambiti l’AI applicata agli umanoidi potrebbe superare le capacità umane, il messaggio finale è stato chiaro: il ruolo dell’uomo resta centrale. Sarà l’intelligenza umana a dover guidare un uso consapevole, responsabile ed etico degli strumenti del futuro.
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