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Quasi un milione di cittadini veneti rinuncia alle cure

Liste d’attesa interminabili e prestazioni care spingono verso la sanità privata

Quasi un milione di cittadini veneti rinuncia alle cure

VENEZIA - Curarsi diventa sempre più difficile e, per molti veneti, impossibile. Nel 2025 quasi un milione di cittadini della regione ha rinunciato a visite, esami o cure sanitarie a causa dei costi troppo elevati o dei tempi d’attesa eccessivamente lunghi, con un ricorso crescente alla sanità privata e, nei casi più estremi, anche ai prestiti pur di non rinunciare alla salute.

È il quadro che emerge dall’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, diffusa a Milano nel febbraio 2026. Secondo i dati, in Veneto 950.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi nel corso del 2025 per ragioni economiche o per l’impossibilità di accedere in tempi adeguati alle prestazioni del servizio sanitario pubblico. A pesare in modo significativo è anche il fenomeno delle cosiddette “liste d’attesa chiuse”: oltre tre pazienti su quattro hanno dichiarato di essersi trovati almeno una volta nell’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta per mancanza di disponibilità.

In questo contesto si spiega il crescente ricorso alla sanità privata. Sempre secondo l’indagine, nel 2025 il 79% dei pazienti veneti si è rivolto almeno una volta a strutture private in regime di solvenza. Una scelta spesso obbligata, ma dai costi rilevanti: il costo medio di una singola prestazione sanitaria privata in Veneto è stato pari a 395 euro.

Per molti cittadini, però, nemmeno il ricorso diretto alla sanità privata è sostenibile senza un supporto economico. Sono quasi 200.000 i pazienti che, pur di non rinunciare alle cure o per non gravare eccessivamente sul bilancio familiare, hanno chiesto un prestito, rivolgendosi a finanziarie, amici o parenti. «Il credito al consumo è uno strumento importante che può aiutare le famiglie ad affrontare con maggiore serenità alcune spese rilevanti, e magari impreviste, come possono essere quelle per le cure mediche quando ci si rivolge alla sanità privata», spiegano gli esperti di Facile.it. «Dilazionare il pagamento consente di alleggerire l’impatto sui budget mensili senza dover rimandare, o peggio rinunciare, a visite, esami o cure per patologie che, se trascurate, potrebbero peggiorare».

Un approfondimento sul tema arriva anche dall’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it, che ha analizzato nello specifico le richieste di prestiti personali per spese mediche in Veneto. Questa tipologia di finanziamento ha rappresentato oltre il 4% del totale dei prestiti richiesti nella regione. L’importo medio domandato è stato di 6.092 euro, con una rata mensile di circa 130 euro da restituire in 54 rate.

L’analisi del profilo dei richiedenti mostra caratteristiche ben definite. Chi ha chiesto un prestito per far fronte alle spese sanitarie aveva, al momento della firma, un’età media di poco inferiore ai 48 anni, un dato sensibilmente più alto rispetto all’età media di chi richiede un prestito personale in Veneto, che si attesta sui 43 anni. Nel 42% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna, una percentuale nettamente superiore rispetto alla quota femminile complessiva delle richieste di prestito in regione, ferma al 30,6%.

Numeri che fotografano una situazione critica, in cui l’accesso alle cure sanitarie, sempre più spesso, passa dal portafoglio dei cittadini e, per molti, dall’indebitamento.

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