Cerca

veneto

Minacce di morte all'ex, arrestato 36enne

In una circostanza avrebbe anche brandito un martello e, in un’altra, le aveva puntato un coltello alla gola

Minacce di morte all'ex, arrestato 36enne

ERACLEA - Avrebbe minacciato l’ex compagna di morte, perseguitandola per mesi fino a presentarsi sul suo posto di lavoro e a scrivere ai genitori che l’avrebbe uccisa: per questo un 36enne è accusato di atti persecutori ed è stato raggiunto da una misura cautelare.

Su delega della Procura della Repubblica di Venezia, nella giornata del 7 febbraio, a Eraclea, i Carabinieri della locale Stazione hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di un 36enne straniero, presunto responsabile del reato di atti persecutori ai danni dell’ex compagna. La misura, emessa dal GIP presso il Tribunale di Venezia, prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il divieto di comunicazione con la stessa in qualsiasi forma e l’applicazione del braccialetto elettronico. In alternativa, in caso di non fattibilità tecnica, è previsto l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria oppure, in caso di mancato consenso, il divieto di dimora nel Comune di Musile di Piave.

Il provvedimento cautelare rappresenta l’epilogo di un’attività d’indagine avviata a seguito della denuncia-querela sporta dalla donna che, ormai esausta, nel gennaio scorso si è presentata presso la caserma dei Carabinieri di San Donà di Piave. In quella circostanza la vittima ha riferito di aver intrapreso, nell’aprile 2025, una relazione sentimentale con il 36enne e che, a partire dal settembre 2025, l’uomo, presumibilmente per motivi di gelosia, avrebbe iniziato ad assumere un comportamento ossessivo, arrivando a controllarle il telefono cellulare per verificare con chi si scambiasse messaggi.

Secondo quanto denunciato, in due occasioni il 36enne l’avrebbe minacciata di morte: in una circostanza brandendo un martello e, in un’altra, puntandole un coltello alla gola. Per tali fatti, a dire della donna, non sarebbe mai stata presentata denuncia né richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine.

L’episodio più recente si sarebbe verificato nel gennaio scorso, quando l’uomo avrebbe raggiunto l’ex compagna sul luogo di lavoro e, dopo averla costretta a consegnargli il telefono cellulare, avrebbe inviato un messaggio ai genitori della donna informandoli che l’avrebbe uccisa. Non solo: il 36enne avrebbe anche pubblicato sul profilo social della vittima una storia e una fotografia raffigurante una pistola, accompagnate dalle note di una canzone dal titolo “non mi spaventa niente”.

Gli elementi investigativi raccolti, anche grazie all’escussione delle persone informate sui fatti, hanno consentito di ricostruire accuratamente la vicenda e di documentare le condotte persecutorie che sarebbero state poste in essere dal 36enne dal settembre 2025 a tutt’oggi. Comportamenti vessatori che avrebbero costretto la vittima a modificare le proprie abitudini di vita, provocandole un perdurante e grave stato di ansia, rendendo così necessario l’intervento dell’Autorità giudiziaria per evitare la reiterazione delle condotte persecutorie.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400