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Il coMMENTO/1
13.02.2026 - 12:59
CHIOGGIA – Sulle polemiche emerse sulla celebrazione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio scorso, arriva una presa di posizione netta e ufficiale da parte di Flc Cgil Venezia e Cgil Venezia, che chiedono un intervento immediato della direzione scolastica regionale. Al centro della denuncia, il coinvolgimento di studenti in un’esecuzione pubblica di un brano attribuito alla Compagnia dell’Anello, gruppo che, secondo numerose ricostruzioni giornalistiche, sarebbe storicamente legato all’area della musica neofascista. In una nota diffusa da Venezia il 13 febbraio 2026, le due organizzazioni sindacali esprimono “ferma condanna” per quanto avvenuto durante la commemorazione organizzata dal Comune di Chioggia, sottolineando come ragazze e ragazzi “sarebbero stati coinvolti” nell’esecuzione di un brano riconducibile a un repertorio politicamente connotato. Un fatto che, secondo Flc Cgil e Cgil, non può essere derubricato a semplice equivoco.
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“È inammissibile” – dichiarano Edina Kadic, segretaria generale Flc Cgil Venezia, e Daniele Giordano, segretario generale Cgil Venezia – che studenti e studentesse vengano strumentalizzati in questo modo. La scuola pubblica, sottolineano, deve rimanere un luogo di formazione critica, rispetto, pluralismo e cultura democratica, e non può diventare, nemmeno indirettamente, un veicolo di repertori o simbologie riconducibili ad ambienti incompatibili con i valori della Costituzione.
Secondo i sindacati, la scelta del brano non sarebbe neutra, evidenziando come il repertorio della Compagnia dell’Anello includa titoli quali “La ballata del nero” o “11 marzo 1944”, brani che celebrerebbero valori e fatti ritenuti incompatibili con l’ordinamento costituzionale. “Chi ha scelto quel brano non può far finta di non sapere” – affermano Kadic e Giordano – e se davvero non sapeva, la gravità è ancora maggiore.
Per questo motivo Flc Cgil Venezia e Cgil Venezia chiedono un intervento immediato dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, sollecitando verifiche puntuali su come si sia arrivati a tale decisione, su chi l’abbia proposta e autorizzata e su quali misure si intendano adottare per evitare il ripetersi di episodi simili. In gioco, sottolineano, ci sono la tutela degli studenti e la credibilità stessa della scuola.
“La memoria, tutta la memoria – concludono i due segretari – va affrontata con serietà, rigore storico e responsabilità educativa. Mai come oggi è necessario presidiare la scuola da ogni tentativo di propaganda e di normalizzazione di culture antidemocratiche”.
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