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Balneazione 2026: il Veneto al top della qualità delle acque grazie al rigore di ARPAV

Su 174 località sottoposte a controllo, tra mare e laghi, tutte risultano idonee alla balneazione

Balneazione 2026: il Veneto al top della qualità delle acque grazie al rigore di ARPAV

Sulla spiaggia di Sottomarina

VENEZIA - Il Veneto si prepara ad accogliere la stagione balneare 2026 con il massimo della sicurezza e della qualità ambientale, grazie all’approvazione del programma di monitoraggio delle acque di balneazione da parte di ARPAV. Lo strumento, essenziale per garantire acque sicure e controllate lungo coste e laghi, conferma l’impegno della Regione nel tutelare cittadini e turisti attraverso un’attività di verifica meticolosa e conforme agli standard più severi previsti dalla normativa europea e nazionale.

Il piano 2026 si basa sull’esperienza consolidata nel 2025, quando i monitoraggi microbiologici su Escherichia coli ed Enterococchi intestinali hanno restituito risultati di eccellenza, delineando un quadro ambientale di assoluta qualità. Su 174 località sottoposte a controllo, tra mare e laghi, tutte risultano idonee alla balneazione per l’inizio della nuova stagione, con un trend positivo e costante negli ultimi anni che vede aumentare le acque classificate “eccellenti” fino a rappresentare quasi la totalità dei siti monitorati.

L’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini evidenzia come questi risultati non siano frutto del caso, ma derivino da un sistema di controlli rigoroso, metodico e scientificamente fondato. «È proprio l’accuratezza, la precisione scientifica e il rigore metodologico con cui vengono effettuate le analisi a rappresentare la vera garanzia per cittadini e turisti», spiega Venturini. L’assessore sottolinea come la prevenzione e gli interventi sui sistemi di raccolta e trattamento delle acque reflue, attuati negli ultimi anni, abbiano consolidato le coste venete come un modello di eccellenza per il turismo balneare.

Secondo Venturini, la qualità delle acque non è soltanto un elemento di tutela sanitaria e ambientale, ma rappresenta anche un fattore strategico per la competitività turistica della regione. «Grazie alla grande attenzione posta da tutte le amministrazioni a vario titolo coinvolte, possiamo contare su un quadro ambientale di sicura garanzia per un settore così importante come quello del turismo balneare», aggiunge.

Il messaggio della Regione è chiaro: continuare a investire nei controlli, nel monitoraggio e nella prevenzione è la chiave per garantire risultati affidabili e duraturi. Il Veneto si presenta quindi alla stagione estiva 2026 con una rete di monitoraggio tecnicamente solida, capace di assicurare sicurezza sanitaria, qualità ambientale e valorizzazione turistica del territorio.

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