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LA PROPOSTA

Gebis lancia il “passo barca” tra Sottomarina e Isola Verde

Il progetto punta a collegare ciclisti e pedoni evitando il traffico della Romea l’iniziativa e potrebbe integrarsi nella ciclovia VenTo

Gebis lancia il “passo barca” tra Sottomarina e Isola Verde

SOTTOMARINA - Un collegamento sostenibile tra Sottomarina e Isola Verde, evitando il traffico della Romea e offrendo un nuovo modo di vivere il territorio. È la proposta lanciata dal presidente di Gebis Chioggia Spiagge, Gianni Boscolo Moretto, che guarda al modello dei passi barca finanziati dalla Regione Veneto.

L’idea nasce dopo l’annuncio dell’assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, che ha confermato il sostegno economico per mantenere attivi anche nel 2026 i collegamenti fluviali tra Lignano e Bibione e tra Rosolina e Porto Viro. Servizi che permettono a persone e biciclette di attraversare i corsi d’acqua, favorendo una mobilità lenta e un’esperienza turistica più immersiva.

“Una soluzione simile si sposerebbe perfettamente con il contesto del Brenta - spiega Boscolo Moretto - In attesa di una viabilità alternativa alla Romea e del nuovo ponte, potremmo collegare i litorali di Sottomarina e Isola Verde, evitando che tante famiglie in bici debbano affrontare un tratto pericoloso. Sarebbe un segnale importante per valorizzare quest’area e renderci competitivi con le realtà vicine”.

Secondo il presidente di Gebis, il passo barca potrebbe diventare anche un tassello strategico della ciclovia Ven.To., creando un anello che unisce mare, laguna e fiumi. “Un turista potrebbe partire da Sottomarina, raggiungere Isola Verde, poi Rosolina, Albarella, Porto Levante e il Delta del Po, sfruttando i vari passi barca e scoprendo scorci meravigliosi del territorio”.

Oltre al valore turistico, Boscolo Moretto sottolinea anche i benefici ambientali e logistici: “Ridurremmo il traffico nei periodi di alta stagione, miglioreremmo la fruibilità ciclabile del litorale e valorizzeremmo l’area lagunare e il sistema Brenta-Adige. Non sarebbe solo un servizio di trasporto, ma un’infrastruttura leggera capace di unire natura, mobilità dolce e turismo balneare”.

L’iniziativa, nelle intenzioni del promotore, potrebbe coinvolgere associazioni e imprese locali, diventando un progetto condiviso e identitario per tutto il litorale clodiense. Un modo per rafforzare la competitività del territorio in chiave sostenibile, in attesa delle opere infrastrutturali più complesse.

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