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16.02.2026 - 17:18
VENEZIA - Più protezione per gli animali da affezione. È questa la ratio della nuova proposta di legge bipartisan appena incardinata in Senato, che mira a vietare la macellazione di cavalli, asini, muli, pony e bardotti, riconosciuti giuridicamente come animali da compagnia e dunque non destinati alla produzione alimentare (No Dpa). L’iniziativa è stata firmata dalle deputate Susanna Cherchi del Movimento Cinque Stelle e Luna Zanella di Avs, con un testo analogo sostenuto anche da Michele Brambilla di Noi Moderati.
Il provvedimento, in corso di discussione in commissione Ambiente a Palazzo Madama, introduce sanzioni sia pecuniarie sia penali per chi dovesse violare il divieto. In dettaglio, chi alleva equidi con finalità di macellazione rischierebbe la reclusione da tre anni a tre mesi e multe fino a 100 mila euro. La pena si inasprisce di un terzo qualora le carni siano effettivamente immesse sul mercato. Inoltre, la proposta prevede che tutti gli animali interessati siano registrati e identificati tramite microchip entro due mesi dall’entrata in vigore della norma, così da garantire la tracciabilità completa di ogni soggetto.
Un aspetto rilevante del provvedimento riguarda il sostegno agli allevatori. Per agevolare la conversione delle attività da macellazione a percorsi alternativi, come centri di recupero o turismo equestre, la proposta prevede lo stanziamento di un fondo pari a sei milioni di euro.
Il dibattito si inserisce in un contesto nazionale di consumo significativo: secondo l’ultimo report di Animal Equity Italia, l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto consumo di carne di cavallo, con circa 17.000 equidi macellati nel 2024, e detiene il primato mondiale per numero di importazioni. Nonostante ciò, un sondaggio condotto dall’Ong insieme a Ipsos su un campione rappresentativo di 40 milioni di italiani mostra che solo il 17% dei consumatori include carne equina nella propria dieta.
Sul piano regionale, insieme alla Lombardia, la Puglia risulta essere la regione con il più alto consumo di carne di cavallo, con piatti tipici come la “brasciola”. Seguono Emilia-Romagna, con la “cavallina” del Basso Lodigiano stufata e servita con polenta, e Veneto, dove la tradizione culinaria prevede la “pastissada de caval” del Veronese.
Se approvata, la legge rappresenterebbe un passaggio storico per la tutela degli equidi in Italia, sancendo per la prima volta un chiaro divieto di macellazione per animali riconosciuti come compagni dell’uomo e rafforzando strumenti di controllo, tracciabilità e sostegno economico per chi sceglierà percorsi alternativi alla produzione di carne.
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