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Cavarzere
16.02.2026 - 11:30
CAVARZERE - Dal 1° marzo la Provincia di Venezia entrerà nella fase sperimentale della nuova modalità di accertamento delle invalidità civili e disabilità, con importanti novità introdotte dalla Legge 227/22. Spi-Cgil Lega Cavarzere-Cona, sindacato pensionati italiani Metropolitano di Venezia, lancia l’allarme sottolineando criticità e potenziali difficoltà legate all'entrata in vigore della normativa.
La riforma cambia il percorso di riconoscimento della disabilità: la valutazione non sarà più limitata agli aspetti medico-legali, ma comprenderà una visione complessiva e soggettiva, legata alla condizione della persona e al suo inserimento nella vita sociale e quotidiana. Tra le novità il certificato medico introduttivo sostituisce la domanda tradizionale, mentre l’INPS effettuerà una valutazione di base multidisciplinare attraverso Unità composte da medici e professionisti.
Il risultato sarà un certificato unico, che sostituirà i vecchi verbali e definirà il grado di disabilità non più in termini di perdita della capacità lavorativa, ma di “bisogno di sostegno” (lieve, medio, elevato, molto elevato), aprendo l'accesso a prestazioni assistenziali, protesi, esenzioni ticket e riduzioni Isee.
Lo Spi-Cgil segnala però come l'applicazione della legge presenti criticità. La mancanza di finanziamenti adeguati, i ritardi nell'attuazione dei decreti, la scarsità di coinvolgimento dei patronati e delle organizzazioni di rappresentanza, insieme alle carenze di organico e alla non completa adesione dei medici certificatori, rischiano di trasformare il nuovo sistema in un labirinto burocratico per migliaia di cittadini, soprattutto anziani e persone sole.
Dal 1° marzo, infatti, i certificati emessi secondo le vecchie modalità non saranno più validi se la domanda telematica all’Inps non sarà inviata entro febbraio. Inoltre, solo i medici certificatori autorizzati – appartenenti alle Asl, agli ospedali o medici di base e specialisti formati – potranno emettere il nuovo certificato introduttivo, con possibili problemi di reperibilità e costi aggiuntivi per i cittadini.
Spi-Cgil raccomanda di richiedere copia del certificato e attestato di spedizione e, successivamente, di rivolgersi al Patronato Inca per completare l’invio dei dati socioeconomici e della documentazione medica necessaria. La convocazione per la visita di valutazione arriverà tramite raccomandata, mentre il certificato unico finale determinerà le prestazioni a cui il cittadino avrà diritto.
Spi-Cgil sottolinea come i ritardi e la mancanza di informazioni precise rischino di bloccare i diritti delle persone più fragili, aggravando la loro condizione. L’organizzazione invita tutti i pensionati e cittadini in difficoltà a rivolgersi alle sedi Spi per ricevere assistenza e tutela, ribadendo che la nuova normativa può rappresentare un progresso, ma solo se applicata correttamente e con il giusto supporto territoriale.
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