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BENI CULTURALI

Un “Bel Cavallo” da esposizione

Amministrazione al lavoro per recuperare la prua del bragozzo e valorizzarla.

Un “Bel Cavallo” da esposizione

In alto il bragozzo “Bel Cavallo”. Sotto la consigliere Pd Penzo e il sindaco Armelao

CHIOGGIA - Nuova vita per il Bragozzo “Bel Cavallo”? Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è quella di recuperare la prua e metterla in esposizione il prima possibile.

La questione è emersa durante l’ultimo consiglio comunale quando è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dalla consigliera del Pd Barbara Penzo che chiedeva l’impegno della giunta al recupero della storica imbarcazione, affondata a settembre 2021.

Il bragozzo è la barca tipica e caratterizzante di Chioggia. Quello del “Bel Cavallo” era stato acquisito dal Comune e, per parecchi anni, era stato ormeggiato davanti al museo civico per ospitare un presepe. A seguito dell’affondamento è stato poi portato in squero per restauri e lì è rimasto.

Si tratta di un bragozzo autentico, il “Bel Cavallo”, che pescava a coccia, di proprietà dei fratelli Cavallarin detti Sangarini, tre fratelli che avevano tre bragozzi del tutto simili (gli altri erano il “Bonafede” e “Baldanza”), costruiti attorno al 1950 nel cantiere Ranzato. Attualmente il “Bel Cavallo” si trova nel cantiere Cimolin a Sottomarina, issato sulla riva.

“Sarebbe importante, anche per questioni storiche, recuperarlo - ha spiegato la consigliera del Pd Barbara Penzo - molti potrebbero essere gli enti interessati, assieme al Comune, ad una operazione simile. Tra questi la Regione, la città metropolitana, la Fondazione della pesca. E molti potrebbero essere gli spazi ideali per una sua futura collocazione e mostra: da palazzo Granaio passando per il museo civico. Quello che non sarebbe assolutamente giusto fare è lasciarlo marcire all’interno di un cantiere”.

Il sindaco Mauro Armelao ha chiarito che l’amministrazione comunale si stava già muovendo in tal senso: “Sul bragozzo ci siamo mossi anche di recente - spiega il primo cittadino - abbiamo anche avviato un dialogo e un confronto con esperti dell’istituto italiano di archeologia e etnologia navale che sono venuti qui in sopralluogo. Della questione è stata avvisata anche la Sovrintendenza. L’imbarcazione nella sua totalità è irrecuperabile, ma stiamo già identificando delle ditte specializzate per intervenire. L’intenzione è quella di recuperare la prua, tagliarla e metterla in esposizione. Nei prossimi mesi ci muoveremo in tal senso”.

L’ordine del giorno è passato all’unanimità e quindi la giunta si è presa l’impegno di andare avanti con il recupero, anche se parziale, della storica imbarcazione.

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