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Il Comitato per il No dibatte la riforma Nordio

Dai magistrati alla politica e alla indipendenza

Il Comitato per il No dibatte la riforma Nordio

Cavarzere – Andare oltre le polemiche, spesso accese e giudicate pretestuose, per entrare nel merito di una riforma che, secondo i promotori, rischia di alterare profondamente gli equilibri costituzionali della giustizia italiana. È stato questo l’obiettivo del convegno che si è svolto ieri a Cavarzere, promosso dal Comitato di Cavarzere e Cona per il No al Referendum, un momento di confronto pubblico dedicato alla proposta di legge sulla separazione delle carriere.

All’incontro è intervenuto Francesco Spaccassassi, già magistrato per lunghi anni, che ha portato la propria esperienza diretta rispondendo alle domande dei cittadini presenti. La scelta di organizzare il convegno nasce dalla volontà di informare e chiarire i contenuti della riforma voluta dal ministro Nordio, come ha spiegato Liana Isipato, presidente dello Spi Cgil Cavarzere Cona.

“A Cavarzere abbiamo indetto il convegno perché, al di là delle polemiche infuocate, spesso pretestuose, vogliamo entrare nel merito della questione e informare la gente sulla proposta di legge Nordio – ha affermato Isipato – una riforma che, a nostro parere, attribuisce troppo peso ai politici”.

Al centro delle critiche vi è la separazione delle carriere, che secondo i promotori del No comporterebbe anche la separazione dei concorsi, con il rischio che il futuro pubblico ministero diventi di fatto l’avvocato della polizia e finisca così sottoposto al potere esecutivo.

Durante il convegno è stato affrontato anche il tema del Consiglio superiore della magistratura (CSM). Secondo Isipato, se dovesse passare il Sì al referendum, una parte dei membri del CSM verrebbe sorteggiata da una rosa di nomi proposta dal Parlamento, quindi dai politici. Un meccanismo che, a giudizio del comitato, rappresenterebbe l’avvio di una deriva capace di snaturare la Costituzione.

Il nodo centrale, è stato ribadito, resta la difesa dell’indipendenza della magistratura, condizione indispensabile affinché possano essere indagati anche i politici, che non devono trasformarsi in una casta di intoccabili.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato come, dopo la riforma Cartabia del 2022, una separazione tra pubblici ministeri e giudici sia già prevista dall’ordinamento. Proprio su questi aspetti Francesco Spaccassassi è entrato nel merito, offrendo un’analisi basata sulla sua lunga esperienza e confrontandosi direttamente con il pubblico, in un dibattito che i promotori hanno voluto mantenere sul piano dell’informazione e della consapevolezza civica.

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