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IL CASO
19.02.2026 - 13:30
La preoccupazione riguarda anche lo stato delle strade, lasciate sporche e potenzialmente pericolose
CAVARZERE/ PETTORAZZA GRIMANI - Il continuo viavai di mezzi agricoli lungo le strade di Lezze, al confine con il comune di Cavarzere, accende la protesta del sindaco di Pettorazza Grimani, Andrea Grassetto, che interviene su una situazione definita ormai insostenibile. “Il troppo storpia – afferma Grassetto – chiediamo rispetto per le nostre terre e per i nostri cittadini”.
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Da tempo si moltiplicano le segnalazioni relative al passaggio costante di trattori e camion agricoli, spesso provenienti da fuori provincia, impegnati nel trasporto e nello scarico di liquami e fanghi industriali.
Un traffico definito ‘atipico’ per intensità e frequenza, che negli ultimi giorni ha raggiunto livelli particolarmente elevati. Secondo quanto riferisce il primo cittadino, in una giornata si sarebbero registrati tra i 40 e i 50 passaggi di trattori agricoli con cisterna, mezzi pesanti che percorrono i cigli stradali trascinando terra e fango sull’asfalto.

Una situazione aggravata dalle piogge recenti, che hanno reso il terreno particolarmente fangoso, aumentando il rischio di danneggiamenti al manto stradale e creando pericoli per automobilisti e ciclisti in transito. “È possibile che tutto sia formalmente in regola – osserva il sindaco – ma siamo davvero sicuri che le sostanze trasportate e scaricate siano innocue? Quando il traffico diventa così intenso, il problema non è più solo amministrativo, ma riguarda la qualità della vita e la sicurezza”.
Il timore va oltre il semplice disagio viario. Grassetto parla apertamente di una pressione ambientale crescente sulle campagne del territorio. “Il mio paese e le campagne che lo circondano stanno subendo una vera devastazione, mentre altri territori più fortunati si espandono. Da noi si sopporta il peso, altrove si costruiscono case, si abbattono alberi e poi ci si chiede come si possa vivere in una provincia come Rovigo”.

Proprio il territorio rodigino, secondo il sindaco, rappresenta invece un patrimonio ancora da difendere. “Qui c’è ancora la natura, ci sono alberi – pochi, ma ci sono – e ci sono campagne che continuano a sfamare tutti. Questa è una ricchezza che va protetta con tutte le nostre forze”.
La preoccupazione maggiore riguarda la sostanza stessa dei residui sparsi sui campi. Pur ammettendo che, con ogni probabilità, i parametri di legge siano rispettati, il primo cittadino solleva un interrogativo più ampio: “Dobbiamo chiederci se la legge sia davvero al passo con i tempi. Siamo certi di conoscere tutte le molecole presenti in questi residui? Pensiamo a ciò che è accaduto con i Pfas: le conseguenze possono essere gravi e manifestarsi solo dopo anni”.
Grassetto spiega di confidare nella tecnologia e nella scienza, che negli anni hanno migliorato i processi di trattamento dei residui industriali, ma avverte che le norme da sole potrebbero non bastare. “I residui di lavorazione potrebbero non essere ancora gestiti in modo adeguato, un po’ come accadeva con l’eternit, di cui oggi conosciamo fin troppo bene le conseguenze. Per questo chiediamo rispetto: le nostre campagne non possono essere trattate come una discarica”.
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