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21.02.2026 - 11:34
VENEZIA - Una lite scoppiata per motivi banali, poche parole considerate offensive e poi l’improvvisa esplosione di violenza: un fendente al collo che ha lasciato un giovane di 21 anni tra la vita e la morte. È quanto accaduto una settimana fa, nella notte tra venerdì e sabato, nell’area di Rialto, dove un ragazzo veneziano residente al Lido è stato accoltellato all’esterno di un locale di calle Scaleter.
Il giovane si trovava nel locale insieme ad alcuni amici quando una seconda comitiva composta da stranieri europei ha fatto ingresso nel bar. Tra il ventunenne e un coetaneo inglese sarebbe nato un breve scambio di parole, tradotte e sussurrate, degenerato nel giro di pochi istanti. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane straniero avrebbe improvvisamente estratto un pugnale, colpendo la vittima con una coltellata tra la scapola e la testa. Una ferita gravissima che ha reso necessario il trasporto d’urgenza in ospedale, dove il ragazzo è stato ricoverato in prognosi riservata e sottoposto a un intervento chirurgico che ha consentito di salvarlo e metterlo fuori pericolo.
Sull’episodio stanno indagando gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Venezia che, dopo l’intervento immediato delle volanti del 113, sono riusciti a individuare il presunto responsabile dell’aggressione. I fatti hanno inoltre fatto scattare una serie di verifiche amministrative sul locale da parte della Questura.
Il questore di Venezia, Antonio Sbordone, ha disposto la sospensione dell’attività per 15 giorni, provvedimento entrato in vigore dalla mattinata di ieri per ragioni legate alla sicurezza e all’ordine pubblico. Gli accertamenti svolti nei giorni successivi dalle pattuglie dei carabinieri e dalla squadra volanti avrebbero infatti evidenziato episodi di violenza ravvicinati nel tempo e un controllo ritenuto insufficiente sugli avventori da parte dei gestori.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il diverbio sarebbe iniziato all’interno del locale intorno alle tre del mattino per poi proseguire all’esterno, dove si è consumata l’aggressione. Solo dopo il ferimento è stato possibile lanciare l’allarme e consentire l’arrivo dei soccorsi, con il trasferimento immediato del giovane in sala operatoria.
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