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Cavarzere

“Come eravamo e come ballavamo”

L'università popolare incontra Duilio Avezzù

“Come eravamo e come ballavamo”

CAVARZERE - Martedì 24 febbraio alle 15:30, nella sala convegni di Palazzo Danielato, l’Università Popolare di Cavarzere presenta una nuova lezione aperta alla cittadinanza. Protagonista dell’incontro sarà Duilio Avezzù, tra i più attenti e apprezzati ricercatori del territorio, figura di riferimento per la memoria storica e fotografica della città e non solo.

Il titolo della lezione, “Come eravamo e come ballavamo”, anticipa già il cuore del pomeriggio: un viaggio nel passato attraverso immagini, racconti e testimonianze che riportano alla luce un mondo fatto di balere, veglie e grandi veglioni. Dal veglione di fine anno a quello di Carnevale, dal veglione dei Fiori a quello dei Carabinieri, fino alle numerose feste danzanti che animavano il territorio, saranno rievocati momenti di socialità che hanno segnato intere generazioni, accompagnati dalle grandi orchestre del tempo e dal ritmo coinvolgente del ballo liscio.

La passione di Avezzù per la fotografia nasce negli anni Settanta e si consolida dal 1978 con la frequenza al Fotoclub Cavarzere, di cui è stato tra i fondatori e per molti anni presidente. Nel 1980 si iscrive alla F.I.A.F. – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, iniziando a partecipare a concorsi nazionali con risultati significativi. Dopo numerose ammissioni e riconoscimenti, gli viene conferita l’onorificenza Afi (Artista Fotografo Italiano) per le oltre quaranta ammissioni in concorsi nazionali.

Nel 1996, a Perugia, in occasione del Congresso Nazionale della Fiaf viene insignito del Bfi (Benemerito della Fotografia Italiana), attestato che ne riconosce l’impegno e l’attività svolta a favore della cultura fotografica. Di recente, inoltre, Avezzù è stato insignito a Venezia del Premio San Marco, importante riconoscimento che ne valorizza il ruolo di risorsa culturale del territorio e il contributo offerto alla tutela e alla diffusione della memoria storica locale.

È autore di diversi libri dedicati alla memoria del territorio; l’ultimo volume, pubblicato lo scorso Natale insieme al maestro Carlo Baldi, si intitola “Immagini e voci del vecchio paese dal 1880 al 1960” e rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro di ricostruzione e valorizzazione della storia locale.

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