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Sanità

Ulss 3, “siamo i migliori d’Italia”

Bilancio di fine mandato per il dg Contato: “Ora una sfida da 300 milioni di euro per un ospedale che darà risposte per i prossimi 20 anni”

VENEZIA - Cinque anni “di vita spericolata”, citando Vasco Rossi, ma soprattutto un percorso amministrativo che lascia in eredità investimenti, certificazioni e una visione di sanità proiettata ai prossimi vent’anni. Edgardo Contato, direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, ha tracciato il bilancio di fine mandato presentando il “Diario di mandato” e rivendicando risultati che, ha detto, “sono merito dei nostri professionisti, per l’educazione, l’empatia e il rispetto che mettono ogni giorno nel loro lavoro”.

L’azienda veneziana è stata indicata da Agenas tra le migliori d’Italia “nella sanità migliore del mondo, quella italiana”. A questo si aggiungono riconoscimenti qualificanti: l’accreditamento di Accreditation Canada per i percorsi stroke ed emergenza-urgenza, il bollino rosa per tutti gli ospedali e, da ultimo, la certificazione Unicef per l’attenzione rivolta ai bambini. “Non sono solo investimenti - ha sottolineato - ma il modo in cui le persone vivono i nostri servizi. Per chi entra in ospedale è spesso un momento unico nella vita”.

Nel quinquennio sono stati nominati 65 primari. “Le direzioni passano, i dirigenti rimangono. Sabato sarò a casa e lunedì non avrò più il patema d’animo del rientro, ma i primari ci saranno. Sono persone capaci, perbene, empatiche: continueranno a garantire un buon servizio ai cittadini”.

Un ringraziamento particolare ai collaboratori più stretti, con cui “non c’è mai stata una tensione”, e agli amministratori locali, dal patriarca ai sindaci, per il sostegno assicurato all’azienda.

Tra i capitoli centrali, la medicina territoriale. “Dobbiamo pensare alla sanità tra vent’anni lavorando adesso”, ha affermato Contato, indicando nella telemedicina e nelle Case di comunità, insieme ai medici di medicina generale, la direttrice di sviluppo. “Va ricostruito un rapporto vero con i medici di base. Il decreto 70 creerà i presupposti per un cambio”. A Venezia, ha rimarcato, “la mancanza di medici non c’è: la popolazione non ha mai avuto problemi di risposta”.

Non meno rilevante il tema del personale in una città complessa come Venezia. Dalla foresteria agli alloggi ricavati dalla vendita di immobili vetusti - “non spendiamo soldi dei cittadini, sistemiamo case per i dipendenti” - fino ai parcheggi e agli abbonamenti Alilaguna, passati da 40 a 150. “Con i sindacati abbiamo costruito un’incentivazione per compensare l’handicap lavorativo di Venezia”.

Sul fronte infrastrutturale, l’eredità è imponente: “300 milioni di euro di lavori da realizzare”, a fronte di un disavanzo programmato che la Regione copre per circa 150 milioni l’anno, anche per i costi peculiari della laguna. “Una idroambulanza o l’assistenza domiciliare qui costano più che altrove. Abbiamo fatto volare una risonanza magnetica per garantire i servizi ai veneziani: ne hanno diritto”.

Guardando al futuro, Contato ha indicato la necessità di un ospedale hub per la città metropolitana, partendo dall’Angelo di Mestre. “Vogliamo dare risposte concrete per un ospedale dei prossimi vent’anni, utile nell’area dell’acuzie e integrato con la rete territoriale”. Un progetto che, ha concluso, dovrà assicurare a un bacino di un milione di personelo stesso diritto che nessuno mette in discussione per un capoluogo di regione”.

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