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L’ACCORDO

Università, ok per altri 18 anni

Fumata bianca: a carico dell'ateneo la manutenzione straordinaria da 3,3 milioni di euro e in cambio niente affitto.

Università, ok per altri 18 anni

Accordo tra Comune e università per i prossimi 18 anni

CHIOGGIA - Dopo due anni di incertezze, il futuro di palazzo Grassi torna finalmente definito. L’università di Padova continuerà a utilizzare lo storico edificio per le attività di biologia marina: Comune e ateneo hanno firmato una nuova convenzione della durata di 18 anni, che mette fine ai dubbi nati con la scadenza del precedente accordo, chiuso nel 2023 e prorogato in attesa di una soluzione.

Il nuovo patto ridisegna anche la ripartizione degli oneri. L’università si farà carico della manutenzione straordinaria, un intervento da 3,3 milioni di euro, mentre il Comune azzererà il canone di utilizzo, che l’Agenzia del demanio aveva stimato in 194mila euro l’anno. L’iter autorizzativo del progetto di restauro sarà invece gestito dall’amministrazione comunale, che adotterà formalmente l’intervento come opera pubblica e seguirà le procedure urbanistiche e i passaggi con la Soprintendenza.

La trattativa era stata lunga e non priva di interrogativi. Le condizioni dell’edificio, unite alla scadenza della convenzione ventennale, avevano alimentato timori sulla continuità della presenza universitaria in città, tanto da finire più volte in Consiglio comunale. Comune e ateneo avevano però sempre ribadito che il corso di biologia marina non era in discussione, spiegando che serviva tempo per definire un nuovo quadro economico e progettuale.

La presenza dell’università di Padova a palazzo Grassi risale al 2001, con un accordo poi rinnovato fino al 2021 e prorogato fino al 31 dicembre 2023. L’intesa prevedeva l’utilizzo degli spazi comunali per la didattica e la ricerca del dipartimento di biologia e per l’allestimento del museo Giuseppe Olivi, dedicato alla zoologia adriatica.

L’ateneo garantiva attività formative, apertura del museo al territorio e sviluppo di iniziative scientifiche locali; il Comune, dal canto suo, concedeva gli spazi e sosteneva la manutenzione straordinaria e parte delle utenze fino a un massimo di 50mila euro annui.

In vista del rinnovo, l’università aveva chiesto al Demanio la verifica del canone e aveva quantificato gli interventi necessari sugli immobili, arrivando alla stima di oltre 3,3 milioni di euro. Da qui la nuova formula: lavori a carico dell’ateneo e canone azzerato.

Con la firma dell’accordo, palazzo Grassi si prepara dunque a una stagione di restauro e rilancio, mentre Chioggia si conferma sede stabile delle attività universitarie legate al mare.

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