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Il Veneto guida l’Italia contro i cambiamenti climatici

Al via il progetto europeo Life ADACT ITALY

Il Veneto guida l’Italia contro i cambiamenti climatici

VENEZIA - Il Veneto si candida a diventare modello nazionale nella lotta ai cambiamenti climatici, assumendo il prestigioso ruolo di capofila nel progetto europeo Life ADACT ITALY. La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Elisa Venturini, ha ufficializzato l’adesione alla fase finale di valutazione del piano, con l’obiettivo di tradurre il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici in opere concrete e misure di protezione reale per i cittadini.

Se il bando riceverà il via libera definitivo da Bruxelles dopo la presentazione del 5 marzo, il progetto metterà a disposizione risorse complessive pari a 23 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni destinati esclusivamente al territorio veneto, a testimonianza della centralità della Regione nel partenariato europeo.

Il progetto prende forma attraverso un cantiere pilota nella zona industriale di Padova, lungo un tratto di via della Ricerca Scientifica, individuato come area prioritaria per la gestione delle acque meteoriche. Qui sarà realizzato un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per la sicurezza idraulica urbana, basato su soluzioni naturali e innovative. L’intervento prevede la creazione di aree di bioritenzione vegetate per la raccolta, lo stoccaggio e l’infiltrazione delle acque piovane su una superficie complessiva di 256 metri quadrati, suddivisa in 16 aiuole modulari, ciascuna di 8 metri di lunghezza per 2 metri di larghezza, collocate sul lato ovest della strada.

Le aiuole drenanti intercetteranno le acque provenienti dalle superfici impermeabili, favorendone l’infiltrazione graduale nel sottosuolo e riducendo così il carico sul sistema fognario. L’obiettivo è prevenire allagamenti e danni alle infrastrutture produttive, con un sistema progettato per garantire efficienza idraulica, qualità paesaggistica e manutenzione contenuta nel tempo, grazie all’uso di componenti vegetali e di substrato tecnico ad alta permeabilità.

Accanto agli interventi strutturali, la Regione lancerà la rete dei “Facilitatori del Clima”, tecnici esperti formati direttamente dalla Regione e messi a disposizione dei sindaci. L’iniziativa intende superare difficoltà burocratiche e costi elevati per consulenze esterne, offrendo supporto qualificato nella pianificazione e nell’attuazione delle misure di adattamento, dalla progettazione di interventi verdi urbani alla revisione degli strumenti urbanistici in chiave climatica.

“Essere capofila di un partenariato che coinvolge il Ministero dell’Ambiente, l’ISPRA, l’ENEA e altre sei Regioni italiane è un riconoscimento dell’eccellenza del nostro modello – dichiara l’Assessore Elisa Venturini – ma la nostra priorità resta il supporto ai cittadini e ai sindaci. Vogliamo che il Veneto non subisca il cambiamento climatico ma lo governi, eliminando i costi superflui per i Comuni e investendo sulla sicurezza delle persone attraverso un’alleanza strategica tra tutti i livelli della pubblica amministrazione”.

La forza del progetto risiede proprio nell’integrazione tra interventi concreti sul territorio e accompagnamento tecnico capillare. Con il cantiere pilota di Padova e la rete dei facilitatori, il Veneto si propone come modello nazionale di resilienza ambientale, aprendo una stagione di innovazione, prevenzione e protezione a beneficio di tutto il territorio regionale.

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