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AMBIENTE

Isola Verde, l’equilibrio è fragile

Tra erosione e insabbiamento il litorale è a rischio e mette in crisi turismo e porti

Isola Verde, l’equilibrio è fragile

Sedimenti e mareggiate alterano il flusso della sabbia, complicando accesso a darsene e alle attività

ISOLA VERDE - La situazione di Isola Verde torna a preoccupare residenti e operatori. Alle storiche criticità legate alle mareggiate violente si è aggiunto, nelle ultime settimane, un nuovo elemento di fragilità: l’insabbiamento progressivo della foce dell’Adige, che sta creando difficoltà anche alle attività economiche della zona. L’erosione del litorale nella parte sud della costa, l’accumulo di sabbia alla foce e i problemi della darsena Marina Foce Adige sono aspetti di un’unica dinamica, che evidenzia un equilibrio ormai compromesso tra mare, fiume e opere costiere.

Negli anni Regione e Genio civile sono intervenuti più volte con interventi di “ripascimento protetto”, portando nuova sabbia e realizzando scogliere e barriere per attenuare la forza delle onde. Tuttavia, gli episodi di bora e scirocco continuano a erodere il fronte mare. Le opere strutturali già realizzate – dalle barriere frangiflutti di Isola Verde alla diga soffolta di Sottomarina – riducono l’energia delle onde, ma modificano anche i flussi di sabbia lungo la costa: in alcuni tratti favoriscono accumuli, in altri accentuano l’erosione o provocano insabbiamenti localizzati.

“Alla foce dell’Adige, e in particolar modo nell’ingresso delle darsene, si sommano due effetti”, spiega il presidente di Gebis Chioggia Spiagge, Gianni Boscolo Moretto. “I sedimenti che arrivano dal fiume e quelli spostati dal moto ondoso e trasportati lungo costa. Gli studi su casi analoghi dimostrano che, spesso, la parte maggiore dell’insabbiamento dei porticcioli deriva proprio dai sedimenti spinti dalle onde, più che dagli apporti diretti del corso d’acqua. Ci uniamo all’appello dei titolari della darsena Marina Foce Adige, che ribadiscono quanto già denunciato da anni: fondali sempre più bassi, difficoltà di accesso e di lavoro, in un contesto in cui non è chiaro ‘chi deve intervenire’ e con quali risorse”.

In queste settimane è in corso un nuovo intervento di ripascimento a Isola Verde, con migliaia di metri cubi di sabbia destinati a rinforzare le spiagge più colpite dalle ultime mareggiate. Gli operatori della zona, però, sottolineano che, finché il sistema non sarà stabilizzato, questi interventi resteranno di natura puramente manutentiva. Servono continuità nei dragaggi, tempi certi e una programmazione pluriennale.

“Con questo scenario”, aggiunge Boscolo Moretto, “diventa prioritario istituire una cabina di regia unica su questo tratto di costa, che metta insieme Regione, Comune, Genio civile e categorie economiche, per affrontare insieme il problema dell’erosione e dell’insabbiamento. Servirebbe un piano stabile di monitoraggio morfologico – spiagge, fondali alla foce, canali di accesso – e di interventi programmati, così che dragaggi e ripascimenti non arrivino solo sull’onda dell’emergenza, ma seguano una logica di sistema. Va riconosciuto anche che l’accessibilità delle darsene e la difesa delle spiagge non sono problemi ‘privati’ dei singoli operatori, ma una questione di tutela ambientale dell’intera area e di sicurezza della navigazione”.

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