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27.02.2026 - 13:46
VENEZIA - Il bilancio della Regione Veneto per il 2026 punta con decisione sulla sanità, destinando oltre 11,9 miliardi di euro alla tutela della salute dei cittadini veneti e raggiungendo complessivamente i 14,45 miliardi considerando anche le partite di giro, pari a 2,5 miliardi per anticipazioni di cassa. Numeri che, secondo il Presidente della Regione Alberto Stefani, non sono meri dati contabili, ma rappresentano il quadro concreto di un impegno deciso della giunta per rafforzare il sistema sanitario regionale e garantire attenzione alle fasce più deboli della popolazione. “Questi numeri macroscopici fanno da sfondo a una serie di significativi impegni presi direttamente dalla giunta – sottolinea Stefani –. L’obiettivo è sostenere l’attuazione delle linee programmatiche di legislatura, con la massima attenzione alle fasce deboli della popolazione. Un grande lavoro è stato compiuto anche per avvicinare la sanità alla persona sul territorio, con le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità”.
Tra le azioni più significative, il Presidente evidenzia lo stanziamento di 4,5 milioni di euro in tre anni destinati a equiparare le borse di specializzazione dei medici di medicina generale a quelle delle altre specializzazioni. Una scelta che punta a valorizzare la professione e garantire il ricambio generazionale. Altri 17,5 milioni saranno destinati a prestazioni extra Livelli Essenziali di Assistenza, con interventi specifici per persone con problemi psichiatrici (7,3 milioni), esenzioni ticket, farmaci per malattie rare e procreazione medicalmente assistita (9,7 milioni), tutela delle vittime di violenza (200 mila euro), acquisto di medicinali per chi soffre di Sindrome di Sjogren (100 mila euro), oltre a finanziamenti per terapie complementari come pet therapy, terapia del sorriso e campi scuola per ragazzi diabetici. “Lavoratori valorizzati, pazienti al centro dell’intero sistema, medicina territoriale rafforzata, utenti più soddisfatti – conclude Stefani –. Idee ambiziose, ma molto chiare e concrete”.
L’assessore alla Sanità Gino Gerosa sottolinea l’importanza di investire nella sanità territoriale per rafforzare il diritto alla cura e la fiducia tra cittadini e sistema sanitario. “Sosteniamo in modo concreto la professione del medico di medicina generale, presidio essenziale di prossimità, oggi messa a dura prova dalla carenza di professionisti e dal crescente carico assistenziale. L’equiparazione delle borse di specializzazione dei medici di base alle altre specializzazioni mediche è una scelta di equità e di visione, che rende più attrattiva questa professione e garantisce il ricambio generazionale”.
Gerosa e il collega al Bilancio Filipo Giacinti spiegano inoltre che, grazie a uno specifico intervento normativo per reperire risorse all’interno del Fondo sanitario nazionale, verranno impiegati 12 milioni di euro per coprire i maggiori oneri derivanti dal rinnovo del CCNL per il personale delle MGI, tra cui infermieri e collaboratori di studio. Una quota di tali risorse potrà essere destinata allo sviluppo delle cure primarie, potenziando il ruolo della medicina generale nell’assistenza territoriale. “Assicurare la copertura dei maggiori costi era doveroso – spiegano – anche nell’ottica di rafforzare l’assistenza territoriale e garantire servizi più vicini, tempestivi ed efficaci per tutti i cittadini. È l’avvio di un percorso verso l’Accordo territoriale regionale che consenta di rivedere tutta la situazione della medicina territoriale, valorizzandola e superando le differenze tra medici”.
Per quanto riguarda il finanziamento ordinario, la spesa sanitaria corrente per garantire i LEA, inclusa la mobilità passiva, ammonta a 11,76 miliardi di euro. La maggior parte dei fondi proviene dal Fondo Sanitario Regionale indistinto, stimato in 11,14 miliardi, mentre le assegnazioni statali vincolate raggiungono circa 441,4 milioni di euro. Tra le voci vincolate più rilevanti figurano 117 milioni per farmaci innovativi e oncologici, 96,5 milioni per il potenziamento dell’assistenza territoriale, 85 milioni per gli Obiettivi di Piano Sanitario Nazionale e 40 milioni per l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Un ruolo di rilievo è affidato anche ai cantieri, al PNRR e all’innovazione, con investimenti per 163,9 milioni di euro nel 2026, di cui circa 127,7 milioni derivano dai fondi ex art. 20 L. 67/88 per l’edilizia sanitaria. Tra gli interventi simbolo, quasi 9 milioni sono destinati al nuovo Hospice Pediatrico di Padova, centro di riferimento regionale per le cure palliative. I fondi europei del PNRR e del PNC contribuiranno con oltre 31,4 milioni, destinati a completare progetti già avviati per la sanità del futuro, tra cui 14,1 milioni per le Case della Comunità, 11,2 milioni per la digitalizzazione dei Pronto Soccorso e 5,9 milioni per lo sviluppo degli Ospedali di Comunità.
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