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Cavarzere
04.03.2026 - 16:35
CAVARZERE - Il rombo assordante della “sua” Lancia Stratos ha riempito piazza Duomo per l’addio della città al “Drago”. Mercoledì la cerimonia commemorativa per Sandro Munari, storico campione di rally scomparso lo scorso sabato all’età di 85 anni. Bandiere a mezz’asta e lutto cittadino di due giorni in ricordo del pilota.
Ad attenderlo alcuni dei modelli delle auto con cui Munari ha scritto pagine leggendarie della sua carriera, presenti grazie all’impegno del Motoring Club locale. I numerosi appassionati, provenienti da tutto lo Stivale, accorsi a dargli un ultimo saluto a bordo dei propri bolidi, hanno dato vita a uno spettacolo emozionante e toccante, capace di unire generazioni diverse nel nome di una leggenda dello sport italiano.
Presente anche il sindaco Pierfrancesco Munari, che ha ringraziato i partecipanti. “Il nostro paese piange una leggenda, un grande uomo e un grande campione, una persona che nel corso della sua vita ha portato il nome della ‘sua’ Cavarzere nel mondo con orgoglio e passione – ha affermato –. Nel nome di tutta la comunità, mi stringo con affetto alla famiglia e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo ultimo saluto, esprimendo il mio desiderio di tumularlo nel cimitero del paese, come segno d’amore eterno verso la città”.
Sandro Munari, soprannominato “Il Drago di Cavarzere” per la sua capacità – si narra – di “volare” e “sputare fuoco” alla guida delle sue vetture, è stato una figura simbolo del rally internazionale, protagonista dell’ascesa della disciplina tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta.
Il suo palmarès parla chiaro: due Campionati Italiani, un Campionato Europeo e una Coppa FIA, diventando il primo italiano nella storia ad aggiudicarsi il prestigioso trofeo della Fédération Internationale de l'Automobile.
Ambasciatore dell’automobile italiana nel mondo, Munari ha firmato vittorie memorabili al volante di vetture entrate nella storia come la Lancia Stratos, la Ferrari 312, la Fiat 131 Abarth e la Lamborghini LM002.
Dopo la benedizione, la salma ha proseguito verso il cimitero locale, dove il campione riposerà nella tomba di famiglia, salutato dall’affetto della sua città e degli appassionati di motori di tutta Italia.
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