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ULSS 3 SERENISSIMA

Zuin: “Sarò un dg in mezzo alla gente”

Il direttore generale ha incontrato il personale: “Qui c’è il futuro della sanità”

Zuin: “Sarò un dg in mezzo alla gente”

CHI0GGIA – Sanitari in prima linea, pazienti in sala d'attesa, poveri nelle mense, bimbi in corsia, anziani non autosufficienti e disabili gravi nelle strutture del territorio sono le prime persone che il neo direttore generale Massimo Zuin ha voluto incontrare nei suoi primi quattro giorni d'insediamento al vertice dell'azienda sanitaria veneziana. Prima Mestre, tra Pronto soccorso, Centro di solidarietà cristiana Papa Francesco e Casa di riposo Santa Maria dei Battuti; e poi Venezia centro storico, tra Distretto Giustinian e Padiglione Jona dell'ospedale Civile con la sua Pediatria. E ieri all’ospedale Madonna della Navicella di Chioggia per il nuovo direttore generale dell’Ulss 3.
Dai luoghi della sofferenza, del servizio alla popolazione fragile e malata comincio un percorso che mi riporterà in questi spazi moltissime volte. Persone bisognose con a fianco persone che danno il meglio di sé per alleviare il dolore, il disagio, le difficoltà sono l'esempio del servizio socio sanitario che dobbiamo proteggere, potenziare e diffondere sul territorio. Qui nascono le idee per il futuro socio sanitario locale”.

Classe 1964, originario di Mira, Zuin è un amministratore di lunga esperienza. Diplomato al liceo Ugo Morin di Mestre, si è laureato in Scienze politiche all’Università di Padova dopo aver svolto la leva biennale nell’Aeronautica militare. Nel suo percorso professionale anche un Master in Management artistico-musicale conseguito a Roma. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di direttore dei servizi socio-sanitari dell’Ulss 3, incarico svolto anche durante il difficile periodo dell’emergenza Covid.

Aprendo l’incontro, Zuin ha voluto ringraziare la Regione Veneto e il presidente Stefani per la fiducia accordata, sottolineando però soprattutto il rapporto già consolidato con la realtà sanitaria clodiense.

“Ci tenevo ad esserci oggi. In questi cinque anni sono venuto tante volte in questo ospedale per festeggiare risultati o presentare nuove iniziative. Questo è una struttura alla quale teniamo moltissimo. Conosco molti dei vostri primari e so quanto la città sia unita nel sostenere questo ospedale e i professionisti che ci lavorano”. Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato al tema dell’umanizzazione delle cure, che secondo Zuin rappresenta uno dei punti di forza della struttura.

“Qui si respira un’aria di umanizzazione delle cure perché spesso ci si conosce tutti. Quando ci si trova davanti a un amico o a un parente viene spontaneo dare qualcosa in più. Dobbiamo sforzarci perché questo avvenga anche quando non è un amico o un parente”. Il nuovo direttore generale ha quindi invitato il personale a continuare su questa strada, ricordando quanto anche un semplice gesto possa fare la differenza per i pazienti.

“A volte basta un sorriso, una stretta di mano, una pacca sulla spalla per aiutare una persona ad affrontare un problema, che sia un semplice controllo o qualcosa di più serio”.

Nel suo intervento Zuin ha poi parlato delle sfide future, a partire dalla necessità di rafforzare il lavoro di squadra e completare la struttura organizzativa dell’azienda sanitaria. “Il mio compito in questo mese sarà completare la squadra e avere collaboratori presenti nel territorio. Il presidente ci ha detto che dobbiamo essere ‘sindaci della sanità’ in mezzo alla gente”.

Una sfida che si intreccia con la crescita dei bisogni sanitari e sociali. “I bisogni sono in aumento, mentre le risorse non crescono allo stesso modo. Cercheremo di fare il meglio possibile senza sprecare nulla, lavorando con scienza e coscienza”.

Infine Zuin ha voluto ribadire il suo stile di gestione, improntato alla disponibilità e al dialogo con tutti i professionisti dell’azienda sanitaria.

“La mia porta è sempre aperta. Il mio numero di telefono ce l’hanno quasi tutti e sono a disposizione per suggerimenti, critiche e chiarimenti”.

Un messaggio concluso con un invito alla responsabilità condivisa: “Ognuno deve fare bene il proprio compito. Vi chiedo l’aiuto di tutti per andare avanti insieme per questo ospedale e per il nostro territorio, al quale tengo moltissimo”.

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