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“Caso permessi”, polemica in città

La trasmissione “Fuori dal coro” dedica un servizio ad un presunto "boss" delle dichiarazioni di ospitalità

“Caso permessi”, polemica in città

L’uomo, inseguito dal giornalista, respinge le accuse e si rifugia nella caserma dei Carabinieri

CAVARZERE - Esplode il caos a Cavarzere dopo la puntata speciale dedicata alla città all’interno della trasmissione “Fuori dal coro”, condotta dal giornalista Mario Giordano. Al centro del servizio le dichiarazioni di ospitalità per extracomunitari, cresciute in maniera importante (da 74 nel 2020 a 1334 nel 2025, secondo quanto riportato nel servizio), come spiega l’inviato Francesco Leone. Secondo l’inviato proprio a Cavarzere sarebbe stato messo in piedi un sistema che permetterebbe di ottenere questa dichiarazione in modo semplice, ovvero pagando una persona che le gestisce e che ne avrebbe fatto un business.

Nel servizio Leone si spaccia per un cittadino straniero e, con l’aiuto di un complice, finge di voler comprare proprio una di queste dichiarazioni di ospitalità per il rilascio del permesso di soggiorno. L’inviato e il complice scambiano qualche parola con alcuni immigrati residenti in città che, dopo aver fatto una telefonata, li indirizzano verso l’uomo che sarebbe il presunto gestore del business. Secondo quanto ricostruito nel servizio l’uomo sarebbe anche proprietario di diversi immobili che avrebbe dato tutti in locazione.

Sempre fingendosi stranieri in cerca del permesso, i due entrano in contatto con l’uomo che spiega loro di “fare carte per i suoi connazionali”. Dopo aver spiegato ad uno dei due che essendo irregolare non avrebbe potuto restare lì, il presunto “boss dei permessi” afferma che avrebbe provveduto lui a sistemare i documenti e, alla domanda sull’ospitalità, risponde: “la posso fare anche io”.

L’inviato, sempre fingendosi una persona qualunque, lo incalza chiedendogli se sia possibile farla tranquillamente e, dopo aver ricevuto risposta affermativa, domanda al “boss” se prende qualcosa per fare queste carte. “Una c...ta – replica l’uomo – 50 o 100 euro, dipende dalla pratica da fare”.

Segue uno scambio di battute in cui il giornalista chiede se sia sicuro che si riesca a ottenere. L’uomo risponde che “tutti quanti fanno così” e che “io quando non avevo la cittadinanza facevo così, praticamente io gli devo fare l’ospitalità. Io sono qua, io a tanti altri. Ci diamo una mano con i documenti, con le carte”.

Il giornalista quindi scopre le carte e chiede spiegazioni all’uomo che definisce “il boss dei permessi facili”. Ne segue qualche momento concitato, con l’uomo che toglie e prende in mano il telefono di Leone ma non risponde alle domande del giornalista che lo incalza ripetendo le frasi dette poco prima.

“Io non ho mai detto queste cose” – replica l’accusato.
“Ne hai fatte 131 (nel 2025 ndr.) di queste richieste – continua il giornalista – sono tutti parenti tuoi?”

“Sì, tutti quanti – risponde – io ho più di 10 case e posso fare queste cose qua”, replica l’accusato.

Una ogni tre giorni, secondo quanto confermerebbero le carte mostrate nel servizio, che portano per l’appunto il totale a 131 domande“Un business – accusa il giornalista – con 50 euro ad ogni richiesta non è un business?” e ancora “Quanto guadagni, lo hai detto tu che sei quasi un Caf”, continua ad incalzare il giornalista seguendo l’uomo per strada che non replica più alle domande“Dovresti rispondere, così favorisci gli illegali”.

“Io non ho favorito nessuno”, risponde l’accusato, che invita il giornalista ad andare insieme dai Carabinieri per chiarire l’intera questione.

L’uomo entra nella stazione dei Carabinieri locale, mentre il giornalista decide di restare fuori dalla porta insistendo per avere risposte. Il carabiniere spiega al giornalista che è l’accusato a dover decidere se conferire con lui, ma l’uomo, già dentro la caserma, risponde di non voler conferire con nessuno.

Dopo un po’ l’uomo esce dalla caserma e il giornalista torna all’attacco chiedendo spiegazioni. Il presunto “boss” chiede di poter parlare e invita Leone dapprima ad andare dentro a parlare e successivamente ad andare a parlarne in trasmissione, “e io lì rispondo a tutte le tue domande”. Una risposta che non piace al giornalista, che lo incalza: “le domande te le stiamo facendo adesso”. Il presunto “boss dei permessi” si gira, corre verso la propria auto e se ne va lasciando il giornalista a bocca asciutta.

Sui social il video è diventato virale a poche ore dalla sua pubblicazione, suscitando un'ondata di rabbia ed indignazione

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