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CAVARZERE
11.03.2026 - 07:29
CAVARZERE - Ha sollevato un polverone il servizio andato in onda su Rete4 durante la trasmissione "Fuori dal coro", che ha acceso i riflettori sulla gestione delle ospitalità e dei permessi di soggiorno nel territorio. La gestione dei permessi di soggiorno, infatti, è passata da 74 richieste nel 2020 a ben 1334 nel 2025 e il servizio ha fatto emergere l’ipotesi di un “boss” dei permessi che ha residenza proprio nel comune di Cavarzere.
L’amministrazione comunale di Cavarzere interviene con fermezza per precisare la propria posizione e respingere le accuse di inattività da parte dell’opposizione.
“Segnalazioni già fatte nel 2024 - precisa il sindaco Pierfrancesco Munari - che ha aggiunto - La gestione dei flussi migratori e delle dichiarazioni di ospitalità è una competenza statale e non comunale”.
E ancora: “La situazione relativa all’aumento delle dichiarazioni di ospitalità era già nota all’amministrazione dal 2024 e le anomalie sono state prontamente segnalate agli enti competenti. Le verifiche sono state costantemente aggiornate nelle sedi opportune e non certamente su Facebook”.
Il primo cittadino ha poi sottolineato come i controlli mirati e i sopralluoghi interforze siano stati la conseguenza di tali segnalazioni: “Le indagini spettano alla magistratura, non al Comune. Fare insinuazioni oggi senza conoscere l’esistenza di procedimenti formali è solo polemica sterile. Resta il massimo rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine: lo Stato ha il compito di verificare le violazioni e, se accertate, condannare i colpevoli”.
Sulla stessa linea l'assessore Mattia Bernello, che sposta l'accento sulla dimensione politica della vicenda: “Le verifiche spettano alle autorità competenti, che ringraziamo per il costante lavoro sul territorio, ma fa riflettere che oggi anche una parte della sinistra inizi ad accorgersi dei problemi legati all'immigrazione incontrollata. E’ un tema che come Fratelli d’Italia solleviamo da anni chiedendo responsabilità. Se finalmente anche altri iniziano a prenderne atto, è un passo avanti: meglio tardi che mai”.
Anche il giovane magrebino nel mirino della trasmissione di Mediaset ha preso parola tramite il suo profilo Facebook e si difende minacciando querela: “Sono residente a Cavarzere da quando avevo 11 anni. Sono notizie false, mi sono già rivolto a un legale per diffamazione. Non ho niente da nascondere, ho studiato e lavorato qui, la città mi conosce. Non c’entro nulla con il business dei permessi di soggiorno”. E chiude: “Il tizio voleva affittare da me, ma mi ha detto che aveva il permesso scaduto. Gli ho risposto chiaramente che non potevo affittare a un irregolare, consigliandogli di andare alle Poste per il kit di rinnovo. Le mie parole sono state tagliate a piacimento nel montaggio video. Non vivo di sussidi, pago le tasse (tardi ma pago) e vado avanti a testa alta per far emergere la verità con i fatti”.
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