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11.03.2026 - 11:01
VENEZIA - Un’operazione mirata contro il lavoro sommerso e le violazioni delle norme sulla sicurezza ha portato alla luce una serie di irregolarità nel settore dell’edilizia e della ristorazione in provincia di Venezia. Il bilancio dei controlli effettuati dal Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Venezia parla di un cantiere edile e quattro esercizi pubblici irregolari, un lavoratore in nero, quattro attività imprenditoriali sospese e sanzioni e ammende per un totale di 85 mila euro.
I controlli sono stati eseguiti dai Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Venezia con il supporto dei militari delle Compagnie di Venezia, San Donà di Piave e Portogruaro, nell’ambito delle attività finalizzate a prevenire e reprimere i fenomeni dello sfruttamento del lavoro e del lavoro sommerso, oltre che a verificare il rispetto della normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’attività ispettiva, di natura ordinaria e tecnica, è stata indirizzata in particolare alla verifica della regolare occupazione dei lavoratori e al rispetto delle norme in materia di sicurezza.
Nel corso degli accertamenti sono emerse diverse criticità sia sotto il profilo della regolarità dei rapporti di lavoro sia per quanto riguarda la sicurezza, portando i militari a rilevare e contestare numerose violazioni di natura amministrativa e penale. Al termine delle verifiche sono stati adottati quattro provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti di altrettante società.
Nel complesso sono risultati irregolari un cantiere edile e quattro ristoranti, individuati anche grazie a una preventiva attività info-operativa condotta in collaborazione con l’Arma territoriale. Nel centro storico di Venezia sono stati controllati due ristoranti, uno dei quali gestito da stranieri. Nel primo caso sono state riscontrate criticità legate al mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, che non contemplava tutti i rischi presenti nel locale, oltre all’irregolare installazione di un sistema di videosorveglianza. Nel secondo esercizio, invece, è stata accertata la mancata nomina del medico competente, con la conseguente omissione delle visite mediche obbligatorie per i lavoratori dipendenti, oltre all’assenza della prevista messa a terra dell’impianto elettrico. Per quest’ultima attività è stato adottato il provvedimento di sospensione per gravi violazioni in materia di sicurezza.
A Caorle i controlli hanno interessato un cantiere edile, dove sono state riscontrate violazioni a carico delle figure preposte alla vigilanza, tra cui il Coordinatore della sicurezza in fase esecutiva e il responsabile dei lavori, oltre a gravi irregolarità attribuite alla ditta esecutrice per difformità legate ai rischi di natura elettrica. Anche in questo caso è stato disposto il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.
L’attività ispettiva è proseguita anche a Jesolo, dove sono stati controllati due ristoranti, entrambi destinatari di sospensione. Nel primo è stata riscontrata l’assenza della figura obbligatoria del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, mentre nel secondo è stato accertato l’impiego di un lavoratore in nero. Nello stesso esercizio sono state inoltre rilevate ulteriori violazioni in materia di sicurezza, tra cui l’omessa nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi.
Complessivamente i Carabinieri hanno contestato dieci prescrizioni penali ed elevato sanzioni e ammende per un importo complessivo di 85 mila euro.
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