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Decreto bollette, lo Spi Cgil attacca: «Misure insufficienti e senza visione»

I pensionati di Cavarzere–Cona e dell’area metropolitana di Venezia criticano il provvedimento del Governo sul caro energia

Decreto bollette, lo Spi Cgil attacca: «Misure insufficienti e senza visione»

CAVARZERE -  Il decreto bollette varato dal Governo finisce nel mirino dello Spi Cgil di Cavarzere–Cona e del Sindacato Pensionati Italiani Metropolitano di Venezia, che esprimono un giudizio fortemente critico sul provvedimento, definito «un intervento parziale e privo di visione strategica» incapace di affrontare in modo strutturale il problema del costo dell'energia.

Secondo il sindacato, in una fase in cui i prezzi dell'energia continuano a pesare su pensioni, salari, consumi e competitività del sistema produttivo, l'esecutivo avrebbe scelto ancora una volta la strada delle misure emergenziali. «Il Governo continua a rincorrere l'emergenza senza nessun intervento sugli enormi extra profitti realizzati dagli operatori energetici in questi anni», sostengono i rappresentanti dello Spi Cgil, evidenziando come il decreto non introduca riforme strutturali nel sistema energetico.

Nel mirino del sindacato anche il cosiddetto bonus sociale e le misure di riduzione degli oneri per le imprese, ritenute insufficienti. Secondo la Cgil, si tratta di interventi che «attenuano minimamente l'impatto sulle bollette», senza però incidere sui meccanismi che determinano prezzi dell'energia tra i più alti d'Europa. In particolare viene contestata la mancata revisione del sistema di formazione del prezzo dell'elettricità, ancora legato al costo del gas, e l'assenza di un rafforzamento del ruolo pubblico nella produzione energetica.

Per il sindacato, il Governo non avrebbe inoltre adottato scelte di politica industriale coerenti con il percorso di transizione energetica. Una mancanza che, secondo la Cgil, rischia di condannare il Paese a una sequenza continua di decreti temporanei finanziati con risorse pubbliche. «Il costo dell'energia rappresenta uno dei principali fattori di perdita di competitività del sistema produttivo italiano», affermano i rappresentanti dei pensionati, avvertendo che senza una riforma strutturale potrebbero aumentare delocalizzazioni e crisi industriali, con conseguenze dirette su lavoratrici e lavoratori.

Lo Spi Cgil parla apertamente di forte delusione anche per le misure rivolte ai consumatori domestici. Il nuovo bonus straordinario sulle bollette viene infatti considerato un passo indietro rispetto al provvedimento del 2025. Lo scorso anno il contributo era pari a 200 euro per le famiglie con Isee fino a 25 mila euro, mentre con il nuovo decreto il sostegno scende a 115 euro e la soglia Isee viene abbassata a 9.796 euro, riducendo in modo significativo la platea dei beneficiari.

Il decreto prevede inoltre l'introduzione di un ulteriore bonus facoltativo, lasciato alla discrezione delle aziende fornitrici di energia elettrica. Questo incentivo potrebbe essere destinato ai clienti con Isee fino a 25 mila euro che consumano meno di 3 megawattora all'anno, ma anche in questo caso, secondo il sindacato, si tratterebbe di una misura che riguarderà un numero limitato di famiglie.

Le aziende energetiche che sceglieranno di applicare questo bonus potranno ricevere una specifica attestazione da utilizzare a fini commerciali. Un meccanismo che lo Spi Cgil giudica criticamente, sottolineando come ai fornitori vengano concessi benefici senza particolari condizioni o vincoli.

«Quindi benefici quasi inesistenti per i cittadini e per le famiglie più fragili, nessun intervento sugli extra profitti e vantaggi senza vincoli per i fornitori», affermano dal sindacato, che punta il dito anche contro pratiche commerciali aggressive spesso adottate nel settore energetico, come il telemarketing definito «selvaggio, fastidioso e invasivo».

Per lo Spi Cgil di Cavarzere–Cona e per il Sindacato Pensionati Italiani Metropolitano di Venezia la situazione richiede un cambio di rotta nelle politiche energetiche nazionali. «Il Paese, i pensionati, i lavoratori e il sistema produttivo hanno bisogno di una politica energetica strutturale e di lungo periodo, non di decreti emergenziali che rinviano i problemi senza risolverli», sostengono i rappresentanti sindacali.

Da qui l'appello alla mobilitazione. «Pensionati e pensionate continuiamo la mobilitazione per cambiare le scelte di politica economica e sociale del Governo», concludono dal sindacato.

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