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13.03.2026 - 11:48
VENEZIA - Saracinesca abbassata per dieci giorni per un compro oro di viale San Marco a Mestre dopo le irregolarità emerse durante un controllo della polizia amministrativa. Il provvedimento è stato disposto dal questore di Venezia Antonio Sbordone ed è stato notificato direttamente al titolare dell’attività dagli agenti, che nella giornata di ieri hanno eseguito la sospensione della licenza.
La decisione, di natura preventiva e cautelare, è arrivata al termine degli accertamenti che hanno evidenziato diverse violazioni delle norme previste a tutela della sicurezza pubblica. Oltre alla sospensione temporanea dell’attività, sono state elevate anche sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa duemila euro.
Secondo quanto emerso dai controlli, in alcuni casi non sarebbero stati rispettati i termini previsti dalla normativa, in particolare dall’articolo 10 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che disciplina le misure finalizzate a prevenire e contrastare la ricettazione di beni provenienti da furti o rapine. Alla luce del venir meno dei requisiti di affidabilità e buona condotta e della configurazione di un abuso da parte del titolare dell’esercizio, il questore ha quindi disposto la sospensione della licenza.
La normativa prevede obblighi precisi per gli operatori del settore. Quando un orafo acquista metalli preziosi deve infatti registrare i dati del venditore, fotografare la merce acquistata e, soprattutto, non può procedere alla fusione dell’oro prima che siano trascorsi almeno dieci giorni. Tutte le operazioni devono essere annotate in un apposito registro, una sorta di libro contabile, e in caso di false registrazioni il titolare può incorrere in sanzioni amministrative e ulteriori conseguenze.
Nel caso specifico, la polizia amministrativa della questura di Venezia, impegnata regolarmente nei controlli su locali pubblici, negozi, sale slot, sale da ballo e strutture ricettive, ha effettuato un sopralluogo ordinario nel compro oro di Mestre. Durante l’ispezione è stato accertato che alcune operazioni non risultavano annotate nel registro obbligatorio. Non avendo ricevuto spiegazioni ritenute adeguate, gli agenti hanno quindi proceduto a constatare e contestare le violazioni, avviando l’iter che ha portato alla sospensione temporanea dell’attività.
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