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SOTTOMARINA
13.03.2026 - 17:46
SOTTOMARINA - Torna a infiammarsi il tema della movida anche a Sottomarina, sul Lungomare Adriatico. Dopo mesi di segnalazioni e lamentele, i residenti di via Lungomare Adriatico e via Trieste denunciano una situazione definita “non più sostenibile”, con disagi simili a quelli già lamentati nel centro storico di Chioggia.
Secondo il Comitato dei residenti, la riapertura di alcuni locali avrebbe riportato alla ribalta problemi già noti: parcheggi selvaggi, musica ad alto volume fino a notte fonda e comportamenti che mettono a rischio la sicurezza stradale.
Nel fine settimana del 7 e 8 marzo, spiegano, il Lungomare si sarebbe trasformato in un vero e proprio caos. Auto lasciate in prossimità degli incroci tra via Lungomare Adriatico e viale Umbria, veicoli parcheggiati lungo le corsie di immissione, motorini e biciclette elettriche abbandonati sui marciapiedi e nelle aree pedonali. Una situazione che, oltre a creare disordine, avrebbe generato potenziali rischi per la circolazione, soprattutto nelle ore serali.
A preoccupare i residenti non è solo il traffico. Alcuni locali avrebbero organizzato serate con DJ set e musica all’aperto, con volumi considerati eccessivi e schiamazzi protratti fino a notte inoltrata. “Non si tratta di episodi isolati — spiegano dal Comitato — ma di appuntamenti frequenti, che compromettono il diritto al riposo delle famiglie”.
Il punto, sottolineano, non è impedire le attività economiche, ma far rispettare le autorizzazioni: “Un bar non può trasformarsi in una discoteca all’aperto in un’area residenziale”.
Il Comitato ricorda di aver presentato numerose segnalazioni nel corso del 2025, oltre a esposti indirizzati anche al Prefetto di Venezia. Nei giorni scorsi una delegazione è stata ricevuta dal nuovo assessore al Commercio e alla Sicurezza, Matteo Penzo, che — riferiscono i residenti — avrebbe mostrato attenzione e disponibilità all’ascolto.
Ora le famiglie della zona attendono interventi concreti: “Chiediamo solo equilibrio — spiegano — tra le esigenze dei locali e il diritto dei cittadini a vivere serenamente nei propri quartieri”.
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