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INTERVISTE

Armenia crocevia del Caucaso: a Chioggia un incontro per capire gli equilibri internazionali

Relatore Pier Paolo Faggi

CHIOGGIA - Venerdì 13 marzo alle ore 17.30, nella sala S. Filippo Neri a Chioggia, si terrà l’incontro pubblico “Armenia crocevia del Caucaso”. L’Armenia non viene nominata spesso nei mass media italiani, ma a detta del relatore Pier Paolo Faggi, che abbiamo raggiunto telefonicamente nei giorni che hanno preceduto l’incontro, si tratta di “un esempio fondamentale dell'andamento delle relazioni internazionali soprattutto in aree di crisi”.

L’Armenia è da millenni sia est che ovest, perciò territorio strategico, in cui troviamo rapporti complessi sia a livello spaziale che temporale. Il rapporto altalenante con la Russia, i difficili rapporti con la Turchia e l’Azerbaigian. Con la Turchia si è giunti al culmine col Genocidio degli Armeni (1915-1923), mentre con l’Azerbaigian basti pensare alla recente conquista del territorio del Nagorno-Karabakh tra il 2020 e il 2023.

“Oggi la Cina, l’India, la Russia e gli Stati Uniti vedono l’Armenia e tutta la regione sub-caucasica come uno di quei gangli fondamentali chiamati hub regionali strategici per le relazioni est-ovest”, afferma Faggi, facendo riferimento alla nuova Via della Seta.

Quali sono i rapporti tra Armenia e Italia? “I rapporti sono buoni, ma sono stati scavalcati in termini di importanza. L’Azerbaigian è uno dei principali fornitori di idrocarburi dopo che è venuto meno l'apporto russo. Si pensi alla TAP che arriva in Puglia. Anche l’Italia e l'UE hanno taciuto sui diritti degli armeni di fronte alla conquista dell’Azerbaigian”.

Pier Paolo Faggi l’Armenia la conosce profondamente e ne ha scritto in diversi libri. Che cosa lo ha catturato così tanto di quella nazione? “Avendo una formazione geografica certamente mi ha affascinato il suo aspetto territoriale, questa frammentazione e questa unione che la caratterizza. Inoltre l’aspetto culturale, derivato dalla diaspora, in cui si possa essere profondamente legati a un territorio ma anche parte di una idea di cittadinanza globale”.

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