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14.03.2026 - 17:16
MESTRE – La violenza contro il personale sanitario in Veneto ha raggiunto livelli drammatici, con 3.153 aggressioni registrate nel 2025, il numero più alto in Italia. A lanciare l’allarme è la FP CGIL Veneto, che sottolinea come si tratti di un fenomeno strutturale, che colpisce in particolare operatori dei Pronto Soccorso, dei servizi territoriali e dei reparti ad alta intensità assistenziale. L’incidenza delle aggressioni si attesta a 67,7 casi ogni mille lavoratori, evidenziando una criticità crescente legata a organici insufficienti, carichi di lavoro elevati, tensioni nelle aree di emergenza e scarsi strumenti di prevenzione delle situazioni conflittuali.
Ivan Bernini, segretario generale della FP CGIL Veneto, definisce urgente un cambio di passo: “La sicurezza non può essere affidata alla buona volontà: va costruita, organizzata e garantita”. Per affrontare l’emergenza, il sindacato chiede l’apertura immediata di un tavolo regionale con istituzioni e aziende sanitarie per definire protocolli di sicurezza chiari e uniformi, capaci di tutelare il personale e garantire la continuità dei servizi.
Tra le misure proposte figurano il potenziamento degli organici per ridurre sovraccarichi e situazioni di rischio, l’introduzione di figure di accoglienza e orientamento nei servizi più esposti, presidi di sicurezza nelle aree critiche con locali “anti-aggressione”, formazione obbligatoria sulla gestione delle crisi e del rischio aggressione, supporto psicologico per le vittime e la costituzione obbligatoria di parte civile da parte delle aziende.
“Gli episodi di violenza non sono inevitabili – sottolinea Bernini – ma il sintomo di un sistema che va rafforzato e ripensato. Garantire condizioni di lavoro sicure significa tutelare lavoratrici e lavoratori, ma anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini”. La FP CGIL Veneto ha già avviato sperimentazioni con psicologi e assistenza legale alle vittime, ma Bernini ribadisce che non può essere il sindacato a sostituirsi alle responsabilità delle aziende: “Serve un impegno concreto e immediato da parte della Regione e delle istituzioni per proteggere chi ogni giorno garantisce servizi fondamentali alla cittadinanza”.
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