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Crisi gasolio, “misure subito”

L’assessore Penzo: “Tutte le marinerie si stanno muovendo per sollecitare il ministero”

Crisi gasolio, “misure subito”

CHIOGGIA – Due volte a settimana in mare invece che tre. E’ una delle conseguenze del caro gasolio dovuto alla guerra in Iran. Sabato mattina, nella sala del Consiglio comunale, si è svolto un incontro urgente tra l’amministrazione e oltre un centinaio di pescatori e armatori.

A sollecitare il confronto era stata la stessa marineria, che teme un ulteriore aumento del prezzo del gasolio, oggi ancora mitigato dalle scorte acquistate a 0,85 euro al litro ma destinato – secondo le previsioni – a superare quota 1,10-1,20 euro. “E’ un problema che riguarda l’economia del mare, fondamentale per Chioggia - sottolinea l'assessore alla Pesca Matteo Penzo - Alla richiesta della marineria ci siamo mossi subito: l’incontro è stato organizzato in due giorni. Le loro preoccupazioni sono sensate. Il costo di un pieno per una battuta di pesca crescerà esponenzialmente: un peso difficile da sostenere, anche se in questo periodo il prodotto ittico ha un buon valore di mercato”. Penzo ha annunciato l’avvio di interlocuzioni politiche: “Tutte le marinerie hanno già inviato una lettera al Ministero. Lunedì partirà anche il nostro documento di supporto. Giovedì saremo a Palazzo Balbi per un confronto con la Regione. Ci stiamo attivando il più possibile e nel minor tempo possibile”.

Molto netto l’intervento di Carlo Muccio, segretario generale Uila Pesca Veneto, che ha ricordato come il caro carburante si aggiunga a una lunga serie di difficoltà strutturali: “In un Paese con 9mila chilometri di coste, la forza lavoro della pesca sta arretrando. I pescatori sono tartassati da normative europee, vincoli ambientali, procedure di infrazione, senza contare gli effetti di guerre e pandemia. E’ un periodo durissimo, ma proprio per questo dovremmo investire su questo mestiere, non lasciarlo morire”.

Muccio ha sottolineato il peso economico e culturale della marineria clodiense: “A Chioggia lavorano direttamente nella pesca circa mille famiglie, e altre 2-3 mila nell’indotto. E’ storia, cultura, identità. La nostra è oggi la marineria più importante d’Italia: tutte le altre guardano a noi”. Nell’attesa di risposte istituzionali, i pescatori stanno già correndo ai ripari: “Un pieno costa dai 3.000 ai 5.000 euro, e ogni battuta di pesca richiede circa 750 euro di carburante. Per evitare il massimo sborso – spiega Muccio – molti ridurranno le uscite: invece di tre volte a settimana, andranno in mare due. E’ una misura temporanea, ma necessaria”. L’obiettivo ora è aprire un confronto stabile con la Regione Veneto: “Con l’assessore Penzo e il sindaco Armelao – conclude Muccio – valuteremo se convocare un tavolo a Venezia o ospitare l’assessore regionale a Chioggia. La pesca va trattata come una grande azienda: serve il coinvolgimento anche dell’assessorato al Lavoro”.

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