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LA TRAGEDIA

Addio Paolo, “persona splendida”

Il ricordo degli amici del 67enne appassionato sportivo morto martedì sul Grappa. La moglie e un figlio adulto.

Addio Paolo, “persona splendida”

Il punto in cui si è verificata la tragedia e, a lato, Paolo Pagan, morto a 67 anni

CHIOGGIA - Città sconvolta per la morte di Paolo Pagan, deceduto martedì pomeriggio sul monte Grappa durante una escursione con un gruppo di amici.

Il gruppo era quasi arrivato a destinazione quando, da quanto si è appreso, l’uomo, 67 anni, è scivolato in un canalone innevato ruzzolando per circa 250 metri. Nel tentativo di raggiungerlo e aiutarlo altri due suoi compagni di uscita, sempre chioggiotti, sono rimasti feriti. È stato necessario l’intervento dell’elicottero per raggiungere e soccorrere Pagan, ma il personale non ha potuto fare altro che constatarne la morte.

Il 67enne era un uomo pieno di energia, allenato, sempre sorridente: per lui lo sport era molto più di un passatempo. Per questo nessuno riesce a spiegarsi come un passo falso sul monte Grappa, una montagna che conosceva come le sue tasche e che amava profondamente, gli sia costato la vita. Pagan era in pensione da circa cinque anni, dopo una vita trascorsa tra i motori. Aveva iniziato giovanissimo nell’officina del padre, dove si occupava delle riparazioni dei pescherecci prima che tornassero in mare. Da lì era nata la sua passione per la meccanica, che lo aveva portato a partecipare al concorso Actv e a entrare nell’azienda come aiuto motorista.

Con serietà e dedizione era cresciuto professionalmente fino a diventare motorista navale, lavorando per decenni sui mezzi della navigazione pubblica, senza mai tirarsi indietro davanti alla fatica. Accanto al lavoro, però, c’era l’altra grande costante della sua vita: lo sport. Non fumava, non beveva, conduceva uno stile di vita sano e attivo. Amava la palestra, ma soprattutto la vela. Era socio del circolo Portodimare, dove era ormai di casa, e aveva partecipato anche a diverse regate con la sua imbarcazione, la Can Can, ottenendo buoni risultati. Dal circolo velico padovano, che da quarant’anni organizza a Chioggia il campionato invernale, lo ricordano come “una persona splendida”.

Negli ultimi anni si era appassionato anche alla bicicletta, senza però abbandonare la montagna, altra sua grande passione. Sciatore esperto, prudente e tecnicamente preparato, amava anche le lunghe camminate in quota, sempre in compagnia e sempre con attenzione.

Lascia una moglie e un figlio adulto. Il funerale verrà celebrato dopo che la magistratura avrà dato il nullaosta.

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