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19.03.2026 - 17:00
VENEZIA -
In vista della Giornata mondiale dell’acqua, emergono dati preoccupanti sul costo e sull’efficienza del servizio idrico in Veneto. Secondo il XXI Rapporto di Cittadinanzattiva sul servizio idrico integrato, nel 2025 le famiglie venete hanno speso in media 490 euro per la bolletta dell’acqua, ipotizzando un consumo annuo di 182 metri cubi, registrando un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. A livello nazionale, la spesa media è di 528 euro a famiglia, con un incremento del 5,4% rispetto al 2024.
Le differenze regionali sono rilevanti: il Molise registra la spesa più bassa con 274 euro, pur con un incremento del 17,5%, mentre la Toscana si conferma la più costosa con 770 euro annui, in aumento del 2,9%. Tra i capoluoghi di provincia italiani, Frosinone resta il più caro con 973 euro, mentre Milano il più economico con 203 euro. Gli aumenti più consistenti tra le città si registrano a Reggio di Calabria (+19,4%) e Crotone (+19,2%).
Anche all’interno della stessa regione permangono differenze significative. In Veneto, la spesa varia dai 569 euro di Rovigo e Vicenza ai 423 euro di Belluno. Il Rapporto evidenzia inoltre una forte correlazione tra costi e inefficienza nella rete: secondo i dati Istat 2022, la dispersione idrica media nazionale è del 42,4%, mentre in Veneto si attesta al 35,5%, con picchi preoccupanti a Belluno (64,2%) e valori più bassi a Treviso (18,4%).
Analizzando i capoluoghi principali della regione, i dati del 2025 evidenziano i seguenti valori:
Belluno: 423 euro (-1,4% rispetto al 2024)
Padova: 479 euro (+8,1%)
Rovigo: 569 euro (+7,6%)
Treviso: 538 euro (+12,5%)
Venezia: 426 euro (+9,4%)
Verona: 430 euro (+4,1%)
Vicenza: 569 euro (+8,2%)
In base a un consumo ridotto di 150 metri cubi annui, la spesa media scenderebbe a 386 euro in Veneto, garantendo un risparmio medio di circa 104 euro per famiglia, con un beneficio potenziale del bonus sociale idrico stimato in 115 euro.
Il Rapporto sottolinea come i divari nella dispersione idrica rappresentino ancora una sfida importante: mentre Treviso registra solo il 18,4% di perdite, Belluno raggiunge il 64,2%, seguita da Venezia con il 41,7% e Verona con il 34,9%. Vicenza si attesta al 21%, Padova al 30,6% e Rovigo al 37,4%.
Questa fotografia evidenzia come, oltre all’aumento dei costi, rimanga cruciale intervenire sull’efficienza delle reti idriche, sia per ridurre le perdite sia per contenere la spesa delle famiglie, in vista di una gestione sostenibile ed equa della risorsa idrica in Veneto.
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