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Carburanti, da oggi sconto alla pompa

Il governo taglia le accise fino a 25 centesimi al litro

Carburanti, da oggi sconto alla pompa:

VENEZIA - Da oggi, giovedì 19 marzo 2026, fare rifornimento costerà meno. Il governo Meloni ha infatti varato un decreto-legge sui carburanti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 18 marzo, accompagnato da un decreto interministeriale, con l’obiettivo di ridurre i prezzi alla pompa in un momento di emergenza energetica legata alla crisi in Medio Oriente e alla guerra in Iran. Secondo quanto annunciato da Palazzo Chigi, la misura porterà a una diminuzione del prezzo di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il Gpl, ma resterà in vigore solo per venti giorni.

Il cuore della misura è il taglio delle accise previsto dall’articolo 2 del decreto-legge: dal giorno successivo alla pubblicazione e fino al ventesimo giorno, l’accisa su benzina e gasolio scende da 672,90 euro a 472,90 euro per mille litri. In pratica, il taglio “secco” dell’accisa è di 20 centesimi al litro, che sale a circa 25 centesimi considerando anche l’Iva. Secondo il Codacons, lo sconto complessivo equivale a circa 24,4 centesimi, pari a circa 12 euro di risparmio su un pieno da 50 litri di benzina.

Analizzando i prezzi medi diffusi ieri dal ministero delle imprese, il gasolio self service lungo la rete ordinaria nazionale era a 2,103 euro al litro e la benzina a 1,867 euro. Con lo sconto, i prezzi teorici scenderebbero a circa 1,859 euro per il diesel e 1,623 euro per la benzina. In autostrada, dove le medie self erano di 2,169 euro per il gasolio e 1,950 euro per la benzina, i nuovi prezzi sarebbero rispettivamente 1,925 e 1,706 euro al litro. L’effetto della misura si farà sentire già nelle prossime ore, dopo l’adeguamento che le imprese petrolifere comunicheranno alle stazioni di servizio.

Resta però una grossa incognita: la durata dell’intervento. Il decreto vale solo venti giorni in una fase in cui i prezzi dei carburanti salgono rapidamente quando il petrolio aumenta, ma scendono molto più lentamente quando le quotazioni internazionali calano. Oggi, infatti, il Brent ha superato i 112 dollari al barile e il Wti ha sfiorato i 97,3 dollari, spinto dalle tensioni in Medio Oriente e dagli attacchi contro infrastrutture energetiche nella regione. Ciò significa che il taglio delle accise potrà alleggerire il costo del pieno, ma non impedirà nuovi rincari se le tensioni sui mercati energetici dovessero persistere. Tra venti giorni, il governo sarà quasi certamente costretto a una proroga almeno parziale della misura per evitare impatti eccessivi sulle famiglie e sulle imprese, con il vincolo di un limitato margine fiscale.

Le opposizioni hanno criticato il provvedimento, accusando l’esecutivo di utilizzare il taglio delle accise come uno strumento elettorale a pochi giorni dal referendum. Il precedente storico del 2022, quando il governo Draghi ridusse le accise dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina con un costo di 9 miliardi di euro e due terzi del beneficio destinato alla metà più ricca della popolazione, viene ricordato come esempio dei limiti di questo tipo di intervento. Gli economisti suggeriscono invece di concentrare le risorse sul calo dei prezzi dei beni di prima necessità, ad esempio tramite riduzione dell’Iva, poiché il taglio delle accise è generalizzato, costa molto e non garantisce un abbassamento sufficiente della domanda in caso di scarsità di carburante.

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