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APPUNTAMENTI
19.03.2026 - 14:56
CHIOGGIA - Sabato 21 e domenica 22 marzo, Chioggia parteciperà alla 34ª edizione delle “Giornate Fai di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Un appuntamento che dal 1993 ha permesso a quasi 13 milioni e mezzo di italiani di scoprire e riscoprire oltre 17mila luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono, diventando lo strumento più efficace con cui il FAI - Fondo per l’ambiente italiano ETS esercita la sua missione educativa, promuovendo la conoscenza e la tutela del patrimonio affinché sia per sempre e per tutti.
Nel centro storico di Chioggia, tra Canal Vena e Canal San Domenico, la delegazione FAI di Venezia apre le porte della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, parte dell’omonimo complesso monastico sorto alla fine del Quattrocento per accogliere le Benedettine Cistercensi provenienti da due monasteri extraurbani. Dopo la soppressione napoleonica, le Cistercensi si trasferirono a Venezia e a metà Ottocento la struttura fu occupata dalle suore Canossiane, che vi rimasero fino al 2006.
La costruzione risale ai primi del Quattrocento e conserva ancora oggi gli archetti pensili del lato sud. Numerose le ristrutturazioni subite nel corso dei secoli, tra cui quella più significativa del 1660 ad opera di Baldassare Longhena, che ha lasciato la sua inconfondibile impronta barocca nel portale del cortile d’ingresso, nel campanile e nell’arco spezzato del timpano. Sulla facciata, sopra il portale, una nicchia ospita la statua della santa, sormontata dallo stemma simbolico della ruota dentata, ricorrente anche sul sagrato.
L’interno, a navata unica, conserva cinque altari marmorei monumentali in stile barocco fiorito, arricchiti da opere pittoriche di artisti veneti del Sei e Settecento. Sulla parete occidentale la cantoria lignea reca un parapetto dipinto a fine Settecento con scene bibliche e un pregevole organo. Salendo una scala si raggiunge il coro capitolare pensile dietro l’abside, con scranni in noce intarsiato del 1729, in grado di ospitare una sessantina di monache.
Il percorso, che si avvia da Calle Santa Caterina attraverso il portale che conduce al cortile, affianca alle caratteristiche architettoniche e pittoriche una mostra di oggetti monastici esposti in teche di vetro, tra cui ceramiche, terracotte, antifonari, messali e il celebre Pastorale dell’Abbadessa. Completa l’allestimento una raccolta di paramenti liturgici con merletti ad ago, a fuselli e ricami degli ultimi due secoli, testimonianza dell’intensa opera di formazione delle religiose.
Le aperture saranno curate dagli Apprendisti Ciceroni dell’istituto Cestari Righi.
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