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veneto
20.03.2026 - 16:10
VENEZIA - È stata rintracciata e arrestata a Roma dai carabinieri una delle sette giovani riuscite a sfuggire al blitz dello scorso 10 novembre coordinato dalla Procura di Venezia nell’ambito di una vasta indagine dell’Arma sul fenomeno dei borseggi ai danni dei turisti nella città lagunare.
La donna, 22 anni, ritenuta una delle componenti più violente del gruppo, è stata individuata dai militari durante alcuni controlli effettuati nella zona dell’Eur. Secondo quanto emerso dalle indagini, la giovane non avrebbe esitato ad aggredire fisicamente le vittime e a punire anche le complici quando queste non rispettavano le regole stabilite per i furti.
L’operazione dello scorso autunno aveva portato all’emissione di 23 provvedimenti cautelari, tra arresti e divieti di dimora. Tra le persone coinvolte figurava anche una 23enne incinta. In totale, 20 dei provvedimenti avevano riguardato donne, tutte di nazionalità croata e bosniaca, mentre altri tre erano stati emessi nei confronti dei mariti di alcune di loro. Le accuse contestate a vario titolo comprendono furto aggravato, violenza, minacce, lesioni personali, indebito utilizzo di carte di credito, ricettazione, riciclaggio e violazione del foglio di via obbligatorio.
Nel dettaglio, per otto indagate era stato disposto l’arresto in carcere, per altre otto il divieto di dimora in Veneto, per sei il divieto di dimora nella provincia di Venezia e per una persona il divieto di dimora a Genova.
Sette delle indagate erano però riuscite a sottrarsi alle misure cautelari, tra queste anche la 22enne arrestata nei giorni scorsi nella capitale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane avrebbe reagito con violenza fisica anche contro chi segnalava la presenza del gruppo o tentava di fermarle, arrivando a provocare lesioni.
Le ricerche delle indagate si sono rivelate particolarmente complesse anche perché si tratta di persone senza fissa dimora. La più anziana del gruppo ha 34 anni, mentre la maggior parte non supera i 27 anni. Tre delle ricercate erano già state arrestate all’estero nei mesi successivi al blitz.
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