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veneto
21.03.2026 - 16:28
VENEZIA - Un colpo duro per il micro e-commerce italiano: dal 1° maggio 2026 scompare Posta1, il servizio di posta prioritaria che negli ultimi anni aveva rappresentato lo strumento principale per spedire lettere, documenti e piccoli oggetti fino a 2 kg in tempi rapidi e a costi contenuti. La decisione, sancita dalla Legge di Bilancio 2026, elimina Posta1 dal servizio universale offerto da Poste Italiane, suscitando preoccupazione tra venditori online e piccole imprese.
A lanciare l’allarme è Daniele Calzineri, venditore con 26 anni di esperienza, che ha anche aperto una petizione online per fermare il provvedimento: «Non è una semplice variazione di listino – spiega –. È un cambiamento clamoroso che toglie al mercato l’unico strumento logistico davvero efficiente per il micro e-commerce». Il servizio, oltre ad avere un costo competitivo – a partire da poco più di 2 euro – garantiva tempi di consegna rapidi, con la maggior parte degli invii recapitati il giorno lavorativo successivo e quasi tutti entro pochi giorni, e offriva tracciamento, elemento cruciale per ridurre contestazioni e rimborsi.
Secondo Calzineri, l’impatto è immediato e pesante: «L’85-90% delle mie spedizioni viaggiava con Posta1. Ora dovremo passare ai corrieri, con un aumento netto dei costi. Si passa da poco più di 2 euro a oltre 4 più Iva, con rincari fino al 10-15% sul prezzo finale degli oggetti più economici». Non si tratta solo di un aumento delle tariffe: la gestione delle consegne mancate con i corrieri comporta costi aggiuntivi, come le giacenze, completamente assenti nel sistema postale tradizionale.
La fine di Posta1 non riguarda solo i venditori professionisti, ma anche i privati e i marketplace più diffusi, come Subito.it, Vinted e Amazon, soprattutto per settori che si basano su spedizioni leggere, come carte collezionabili, monete o piccoli componenti. In un contesto competitivo, segnato dalla concorrenza di piattaforme internazionali come Temu, il rischio è di perdere ulteriori quote di mercato.
Poste Italiane ha indicato alcune alternative, come Raccomandata 1 o i servizi standard ed express, ma gli operatori del settore le considerano insufficienti. «Raccomandata 1 è troppo costosa e strutturata per questo tipo di spedizioni – sottolinea Calzineri –. Posta4 costa poco ma non ha tracciamento. Senza un sistema che certifichi la consegna, è impossibile lavorare online». Anche la soluzione temporanea prevista per i clienti business fuori dal servizio universale non risolve il problema di fondo: avere un servizio economico, veloce e tracciabile.
La decisione ha già mobilitato sindacati e operatori. La Cisl ha chiesto un incontro con il governo e i vertici di Poste Italiane per discutere le criticità del provvedimento, mentre la petizione di Calzineri su Change.org sta raccogliendo firme e testimonianze da tutta Italia. «Mi scrivono in tanti, da città diverse, e tutti hanno lo stesso problema – racconta –. C’è tanta preoccupazione perché non esistono alternative vere. Per il piccolo, leggero e poco costoso cambia tutto. Senza Posta1 non è solo più difficile lavorare. In certi casi diventa impossibile».
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