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IL CASO
24.03.2026 - 14:56
Il consigliere: “Ambiente e decoro compromessi, serve piano immediato per imbarcazioni in disarmo”
CHIOGGIA – Il caso dell’Orsera, imbarcazione affondata nei giorni scorsi in canale San Domenico, riaccende i riflettori sul tema delle barche in disarmo lasciate lungo le banchine del mercato ittico.
A intervenire è il consigliere comunale della Lega Marco Dolfin, che parla di “problema strutturale” e chiede un’azione coordinata delle istituzioni.
Dolfin ricorda come nel 2020, con il motopeschereccio Adelina, la città abbia già vissuto un episodio analogo, con pesanti ripercussioni sul fronte ambientale e d’immagine.
“Allora – spiega – ci trovammo a gestire una situazione grave, con fuoriuscite di carburante e un danno evidente al decoro della laguna. Questa volta, con l’Orsera, si è intervenuti subito per raddrizzare lo scafo e limitare i rischi, ma il problema resta”.
Secondo Dolfin, il nodo è chiaro: “Quando i pescherecci vanno in disarmo o vengono abbandonati, questo è il risultato. Non è accettabile che nel cuore del mercato ittico, settore che dà lavoro, produce economia e rappresenta la nostra identità, ci ritroviamo con barche lasciate al degrado, con rischi concreti di incidenti e inquinamento”.
Il consigliere cita le possibili fuoriuscite di gasolio e nafta come minaccia diretta alla flora, alla fauna e all’intero ecosistema lagunare. “Non è l’immagine che Chioggia può permettersi”, aggiunge.
Dolfin allarga poi lo sguardo alla situazione generale della marineria: “Il settore vive da anni sotto pressione: direttive europee, normative sempre più stringenti, costi del carburante alle stelle, difficoltà di approvvigionamento.
A questo si aggiungono i cambiamenti climatici, la mucillagine, l’acqua grossa, le noci di mare, il granchio blu. E manca il ricambio generazionale. È la tempesta perfetta”.
Il consigliere ricorda anche la situazione dei vongolari, fermi da oltre un anno e mezzo, e delle barche d’altura, tutte alle prese con problemi di sostenibilità economica.
Per Dolfin, la soluzione passa da una pianificazione chiara: “È indispensabile individuare un’area della laguna o dei cantieri dove ricoverare le imbarcazioni che non possono più navigare. Non possono restare sulle banchine del mercato ittico, già oggi troppo strette e difficili da gestire”.
Il consigliere riconosce l’intenzione dell’amministrazione di lavorare a un nuovo mercato ittico, ma avverte: “La situazione è ormai esplosiva. L’Orsera è stata messa in sicurezza, ma è il secondo episodio in pochi anni. Non possiamo continuare così”.
Dolfin annuncia che porterà la questione in Consiglio comunale: “Presenterò un ordine del giorno per chiedere un intervento immediato. Servono soluzioni condivise con associazioni, cooperative, armatori e istituzioni di ogni livello. Non bastano le parole: servono azioni concrete per tutelare il mercato ittico e l’intero comparto della pesca”.
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