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veneto
24.03.2026 - 17:15
VENEZIA - La rete dei borseggiatori che per mesi ha terrorizzato turisti e cittadini del Veneziano subisce un altro duro colpo. Questa mattina, al confine italo-sloveno appena fuori Trieste, i carabinieri della stazione di Duino Aurisina, in collaborazione con i colleghi di Pesek, hanno intercettato e fermato un 22enne croato, marito di una delle borseggiatrici già indagate nell’inchiesta partita lo scorso novembre. L’uomo era già sottoposto a divieto di dimora nel territorio metropolitano.
Il suo arresto segue di pochi giorni quello di “Shakira”, la giovane bosniaca nota per la sua violenza contro connazionali minorenni e persino incinte, obbligate a raccogliere ogni giorno almeno 2.500 euro di bottino. Con queste ultime catture, scende a sette il numero di fuorilegge ancora da assicurare alla giustizia. Shakira è stata trasferita nel carcere romano di Rebibbia, mentre il 22enne croato non potrà mettere piede nel Veneziano per anni, pena il fermo immediato.
Secondo gli investigatori, il croato aveva un ruolo strategico nel clan. Era incaricato del cambio della valuta dei soldi rubati ai turisti, spesso effettuato nei centri commerciali del territorio metropolitano per rendere più difficile ricondurre il denaro alle vittime. Ma non solo: coordinava anche la logistica delle operazioni, accompagnando le borseggiatrici nei principali punti del centro storico, tra Piazzale Roma e la stazione di Santa Lucia, assicurando così che le azioni del gruppo si svolgessero senza intoppi.
L’arresto di oggi rappresenta un passo decisivo nel quadro dell’indagine condotta dal nucleo investigativo dell’Arma lagunare, che finora ha portato all’individuazione di 13 persone su 20 coinvolte. L’operazione mette in luce la complessità della rete criminale, che operava con ruoli ben definiti e procedure organizzative attente a evitare i controlli, puntando a turisti e residenti del centro storico di Venezia.
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