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IL COMMENTO
24.03.2026 - 15:04
CHIOGGIA -
“Peccato perché si è interrotta una spinta riformista di cui l’Italia necessitava, ma l’elettore è sovrano e quindi le forze referendarie e le forze politiche fiancheggiatrici non possono che prenderne atto, capendo quali altre soluzioni istituzionali si potranno perseguire per rispondere alle aspettative di cambiamento che nella magistratura sono condivise da entrambe le parti referendarie”.
Così Nicola Boscolo Pecchie dei Comitati Referendari ha commentato il giorno dopo l’esito del referendum, evidenziando la prospettiva delle forze politiche e referendarie in merito ai passi futuri.
Secondo Pecchie, “il risultato complessivo del referendum a livello nazionale evidenzia la netta affermazione del ‘No’ in una campagna elettorale che si è basata su fattori che andavano, da una parte e dall’altra, oltre il merito del quesito referendario”.
A livello locale, invece, i dati raccontano un quadro differente. “Il Veneto ha dato un esito in controtendenza con oltre 12 punti sopra il ‘Sì’ a livello nazionale”, ha spiegato Pecchie, evidenziando la differenza rispetto alla media nazionale.
Ancora più rilevante è stato il voto di Chioggia: “Chioggia addirittura con il 62,04%, 14 punti superiori al dato nazionale e di quasi 4 punti sopra il dato regionale, confermandosi tra i comuni di prima fascia tra i 44 comuni della provincia di Venezia, dove ha sempre prevalso il ‘Sì’, tranne che a Venezia, Mira, Mirano e Spinea”.
Il rappresentante dei comitati referendari ha sottolineato anche la rilevanza politica dei risultati locali: “Se il ‘No’ viene festeggiato quale spallata al governo, il ‘Sì’ a Chioggia conferma la tendenza dei cittadini a seguire determinate indicazioni. Ciò è significativo, ma anche monito a riempire questa agibilità politica con contenuti all’altezza delle storiche aspettative della città”.
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