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SICUREZZA
26.03.2026 - 16:00
San giuseppe Cavarzere
Indagini tecniche e monitoraggi fino al 3 aprile. Modifiche alla viabilità in piazza davanti la chiesa
CAVARZERE -La sicurezza idraulica torna al centro dell’attenzione a Cavarzere: lungo l’argine sinistro del fiume Adige in località San Giuseppe sono previsti controlli approfonditi e lavori di indagine per monitorare la tenuta del rilevato e prevenire possibili fenomeni di piena.
L’intervento, che inizierà nella giornata di venerdì 27 marzo e proseguirà fino a venerdì 3 aprile, comporterà la chiusura del lato destro di piazza San Giuseppe, di fronte alla chiesa, con divieto di sosta e limitazioni alla circolazione. L’ordinanza comunale, firmata dal responsabile del settore vigilanza, segue la richiesta del direttore dell’unità organizzativa Genio civile di Padova, che ha sottolineato l’importanza di garantire la sicurezza pubblica in relazione alle caratteristiche delle strade e al flusso del traffico.
L’intervento rientra nel sistema di monitoraggio del fiume Adige, volto a prevenire rischi di cedimento degli argini e a salvaguardare l’incolumità dei cittadini e la stabilità delle abitazioni frontistanti.
Non si tratta di un episodio isolato. Già nel 2024, lavori di somma urgenza erano stati avviati proprio in località San Giuseppe per intercettare infiltrazioni lungo lo stesso argine. In quell’occasione, le eccezionali piogge e il protrarsi di un innalzamento record del livello del fiume Adige avevano causato fenomeni di imbibizione dei rilevati arginali, con cedimenti e infiltrazioni segnalati dai residenti al civico 3 di via Vittorio Veneto.
Dopo sopralluoghi congiunti del Comune e dell’Uo Genio civile, e rilevazioni geognostiche e geoelettriche, furono individuati i tratti più vulnerabili e progettati interventi di consolidamento, compresa la realizzazione di diaframmi monodirezionali lamellari plastici, scavi, piste di servizio e riprofilature delle scarpate.
Le attività dei prossimi giorni rappresentano quindi un ulteriore step di un percorso iniziato anni fa, finalizzato a garantire continuità e resistenza del diaframma esistente su un tratto di circa 150-200 metri, proprio in prossimità delle abitazioni più esposte. L’intervento non solo tutela l’argine, ma protegge anche la viabilità pubblica e le strutture circostanti, riducendo i rischi legati a eventuali nuovi eventi di piena.
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