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Caro energia: rincari da 1,7 miliardi tra famiglie e imprese

Prezzo del gas +81% e dell’elettricità +38%, con le imprese venete a sostenere la fetta maggiore

Caro energia: rincari da 1,7 miliardi tra famiglie e imprese

VENEZIA - Un mese di conflitto in Medio Oriente ha già fatto sentire i suoi effetti sulle bollette energetiche: il prezzo del gas è aumentato di 26 euro per MWh (+81%), mentre quello dell’energia elettrica è salito di 41 euro per MWh (+38%). In Veneto, questo significa un aggravio complessivo stimato in 1,7 miliardi di euro per famiglie e imprese, secondo le stime dell’Ufficio studi della CGIA, che ha ipotizzato consumi analoghi a quelli del 2024.

Le imprese venete sosterranno la fetta maggiore dell’aumento, circa 1,1 miliardi, mentre alle famiglie saranno imputati 577 milioni. Una vera e propria stangata che rischia di comprimere i bilanci domestici e mettere sotto pressione la tenuta finanziaria del sistema produttivo regionale.

Gli esperti precisano però che l’entità finale dei rincari dipenderà dall’evoluzione del conflitto e da un eventuale allargamento del teatro di guerra. Nonostante i rialzi registrati, la situazione attuale resta meno drammatica rispetto a quanto avvenuto nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina: allora il prezzo medio del gas aveva raggiunto 123,5 euro per MWh e quello dell’elettricità 303 euro per MWh. Oggi il gas si attesta intorno ai 58 euro per MWh e l’elettricità supera i 148 euro per MWh.

Le regioni più colpite dal caro energia saranno quelle con maggiore densità demografica e attività economiche: Lombardia (3,4 miliardi), Veneto ed Emilia-Romagna (1,7 miliardi ciascuna), Piemonte (1,3 miliardi), Toscana e Lazio (circa un miliardo ciascuna).

Per le imprese, il rincaro maggiore colpirà le lombarde (2,3 miliardi), seguite da Veneto ed Emilia-Romagna con 1,1 miliardi; per le famiglie, i costi più pesanti riguarderanno i lombardi (1,1 miliardi), seguiti dai veneti (557 milioni) e dagli emiliano-romagnoli (519 milioni).

L’Unione Europea, come nel 2022, potrebbe intervenire con misure straordinarie, tra cui la sospensione temporanea delle regole fiscali del Patto di Stabilità, la riduzione dell’Iva sulle bollette e l’istituzione di tetti al prezzo del gas. Resta sul tavolo il dibattuto disaccoppiamento tra prezzo del gas e prezzo dell’elettricità, ritenuto necessario per ridurre la vulnerabilità dei mercati a shock improvvisi.

Il governo italiano, dopo l’esperienza della guerra in Ucraina, ha già messo in campo strumenti di contenimento: azzeramento temporaneo degli oneri di sistema, aumento della soglia ISEE per estendere il sostegno alle famiglie fragili, crediti d’imposta per le imprese e possibilità di rateizzare le bollette. Molte di queste misure sono già incluse nel decreto bollette, in attesa di approvazione definitiva, ma le risorse previste — circa 3 miliardi di euro — potrebbero non bastare se la crisi energetica dovesse intensificarsi ulteriormente, con conseguenze economiche e sociali significative per il Veneto e le altre regioni italiane.

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