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Caro carburante, arriva il fermo nazionale dei tir

Dal al 20 al 25 aprile braccia incrociate in tutto il Paese

Caro carburante, arriva il fermo nazionale dei tir

VENEZIA - Il caro carburante, accentuato dalle tensioni internazionali tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, sta mettendo in difficoltà centinaia di migliaia di professionisti che dipendono dai combustibili per lavorare, in particolare gli autotrasportatori. La situazione, senza segnali di miglioramento, ha spinto il sindacato Trasportunito ad annunciare un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile 2026, la mobilitazione più rilevante del settore dagli scioperi del gennaio 2012.

In una nota ufficiale, l’organizzazione sottolinea come l’emergenza carburante stia colpendo duramente i bilanci già fragili delle imprese di autotrasporto. «Il fermo nazionale è stato proclamato dal 20 al 25 aprile prossimi, nonostante le controindicazioni espresse dalla commissione Garanzia sciopero. L’assoluta emergenza potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei tir nelle proprie rimesse e Trasportunito si impegna a sostenere questi atti con il massimo dell’assistenza sindacale», si legge nel comunicato.

«La situazione attuale, a livello economico e sociale, del settore degli autotrasportatori è critica», afferma il segretario di Trasportunito, Maurizio Longo. «Il nostro sindacato non rappresenta solo i nostri iscritti, ma tutti coloro che lavorano nel mondo dei trasporti su gomma. Il rincaro dei carburanti colpisce soprattutto le piccole e medie imprese, alle quali continuiamo a stare accanto».

La procedura per il fermo delle imprese, introdotta nel 2001, richiede un iter specifico e l’autorizzazione prima dell’attuazione. Nonostante l’assenza di autorizzazione ufficiale, Longo conferma la decisione di procedere: «Non siamo stati autorizzati a fermarci, ma lo faremo lo stesso. C’è un’emergenza, ci vengono fatte continue proposte ma nessuno offre mai una soluzione adeguata. Molte imprese hanno già incrociato le braccia e dal 20 al 25 aprile prossimi le incroceremo tutti».

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