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Venezia
30.03.2026 - 04:00
Un urto secco tra le acque dorate del pomeriggio e il legno antico di un palo segnaletico: nell’impatto, un padre di 50 anni finisce in acqua battendo la testa, mentre il figlio resta illeso a bordo. Il sabato veneziano si ferma, per qualche istante, a trattenere il respiro.
La luce di fine giornata tagliava la laguna in strisce color rame quando, verso le 18 di sabato 28 marzo, un barchino si è allineato alla rotta sbagliata e ha centrato una briccola, uno dei pali di rovere che disegnano il reticolo navigabile della laguna di Venezia. A bordo c’erano un uomo di 50 anni e suo figlio: l’urto ha sbalzato il padre, che avrebbe battuto la testa, facendolo precipitare in acqua; il bambino è rimasto illeso. Secondo le prime ricostruzioni, l’allarme è scattato immediatamente e sul posto si sono mossi i soccorsi. I rilievi sono in corso per definire con precisione la dinamica.
Le briccole (in veneziano “bricole”) sono pali di legno, spesso riuniti in terne, che delimitano e segnalano i canali navigabili. Sono la grammatica verticale della laguna: indicano le vie sicure, tengono al riparo dalle secche, guidano quando la marea annulla i margini. Il loro numero è imponente: stando a un accordo istituzionale per il monitoraggio dei segnalamenti lignei in laguna, sul sistema insistono migliaia di pali, fra cui circa 6.117 sotto la competenza del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche e 817 in carico all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Un patrimonio essenziale, ma che richiede manutenzione e attenzione costante.
Quando la visibilità cala, quando il sole al tramonto crea un riverbero, o quando si procede a velocità non adeguata alle condizioni, l’errore di rotta può avere conseguenze gravi: il legno duro della briccola non perdona. Gli episodi documentati degli ultimi anni lo ricordano con chiarezza: nel marzo 2025 in laguna tra Torcello e Ca’ Noghera lo schianto di un barchino contro una briccola costò la vita a Anna Rita Panebianco, manager del Caffè Florian, con più feriti e un dispiegamento massiccio di mezzi di soccorso. In quel caso, fra le ipotesi valutate dagli inquirenti, si parlò anche di fattori ottici e possibili problemi meccanici, a dimostrazione di come in laguna diversi elementi possano concorrere a un impatto.
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