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veneto
30.03.2026 - 17:39
VENEZIA - Negli ultimi mesi è emersa una truffa internazionale che ha coinvolto consumatori italiani, trasformando un fatto reale negli Stati Uniti in un inganno mirato. Diverse famiglie hanno ricevuto nella cassetta della posta assegni da 51 dollari accompagnati da lettere che facevano riferimento ad Amazon Prime, con dettagli apparentemente ufficiali e riferimenti a presunte autorità governative. La vicenda è stata segnalata dalla sezione locale dell’associazione consumatori Adiconsum, che ha raccolto il caso di una donna nel Modenese.
La signora ha trovato nella busta un assegno emesso dalla Huntington National Bank di Columbus, Ohio, insieme a una lettera in inglese che parlava di un presunto interesse del presidente Donald Trump e di un accordo con Amazon per rimborsi legati a Prime. Osservando con attenzione l’assegno e i dettagli allegati, la donna ha capito che si trattava di un tentativo di truffa e ha prontamente segnalato l’accaduto alle autorità e ad Adiconsum. La missiva invitava a depositare l’assegno entro il 28 aprile 2026 e a seguire un link per ricevere il rimborso tramite PayPal, procedure che in realtà avrebbero messo a rischio dati bancari e somme di denaro.
Il trucco dei truffatori sfrutta la reale causa legata ad Amazon Prime negli Stati Uniti tra il 2019 e il 2025, in cui la Federal Trade Commission (FTC) contestava al colosso di aver complicato la cancellazione dell’abbonamento e aver utilizzato “dark pattern” nelle interfacce del sito. La società statunitense ha dovuto versare oltre due miliardi di dollari tra sanzioni e rimborsi, con risarcimenti individuali fino a 51 dollari, ma solo per i clienti americani. I truffatori hanno creato una corrispondenza apparentemente formale, sfruttando dettagli reali come il nome della banca americana, per indurre i consumatori europei a depositare assegni falsi o a fornire informazioni sensibili.
Le modalità di truffa includono il deposito dell’assegno presso la propria banca, che appare temporaneamente accreditato, seguito da richieste di restituzione tramite bonifico o sistemi di pagamento online. In altri casi, vengono utilizzati phishing e link ingannevoli per sottrarre dati personali, password e informazioni bancarie.
Gli esperti avvertono: “La lettera è un capolavoro falsario. Non depositate l’assegno e denunciate subito. State attenti ai messaggi successivi con link che mettono a rischio i dati, anche quelli bancari”.
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