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IL CASO
31.03.2026 - 12:36
CHIOGGIA - Dopo i nuovi episodi di acqua alta nel centro storico di Chioggia, torna al centro del dibattito il funzionamento del sistema di paratoie del cosiddetto “baby Mose”, l’infrastruttura realizzata per proteggere le zone più basse della città dalle maree.
L’ultimo episodio, aggravato da bora e forti precipitazioni, ha causato allagamenti in Corso del Popolo, in particolare nella zona di piazza Granaio, dove l’acqua ha invaso marciapiedi e negozi. Criticità segnalate anche lungo Riva Vena, dove il livello dell’acqua ha raggiunto la quota della fondamenta mentre le paratoie, secondo quanto riportato, non sarebbero state attivate.
A sollevare il caso è il consigliere comunale del Partito Democratico Lucio Tiozzo Fasiolo, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco per chiedere chiarimenti sulla gestione dell’impianto e sugli interventi necessari. Secondo il consigliere, il sistema presenterebbe problemi tecnici già noti, tra cui difficoltà nel sollevamento delle paratoie, funzionamento non uniforme – soprattutto nel tratto tra Santa Maria e Vigo – e malfunzionamenti dei sensori, spesso compromessi da vento, moto ondoso e accumuli di alghe e sedimenti.
Tiozzo Fasiolo sottolinea come il baby Mose rappresenti un’opera strategica, realizzata con ingenti risorse pubbliche e con pesanti ripercussioni sulle attività economiche durante la fase dei lavori. Per questo motivo, il ripetersi degli allagamenti non può essere considerato episodico ma, a suo avviso, evidenzia un problema strutturale che richiede una gestione più efficace e tempestiva, anche attraverso l’eventuale attivazione manuale preventiva del sistema nelle situazioni più critiche.
Nell’interrogazione il consigliere chiede in particolare se il sindaco fosse già informato degli episodi del 26 marzo, quali iniziative urgenti intenda adottare nei confronti del Consorzio Venezia Nuova, responsabile della gestione dell’impianto, e se esista un piano di manutenzione ordinaria e straordinaria con tempistiche certe, comprensivo anche della pulizia e dell’adeguamento dei sensori.
Tra le richieste anche l’indicazione delle misure immediate per garantire la piena funzionalità del sistema, la data di una relazione in consiglio comunale sullo stato dell’infrastruttura e l’eventuale coinvolgimento degli enti competenti per arrivare a una soluzione definitiva.
«Il ripetersi di tali episodi non è più tollerabile – afferma il consigliere –. La città ha già pagato un prezzo altissimo per la realizzazione di questa infrastruttura e oggi ha il diritto di pretendere che funzioni sempre, senza eccezioni».
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